Marco Biagi ucciso da due killer

20/03/2002


 
Pagina 2 – Interni
Era senza scorta. La moglie: l´hanno lasciato solo
 
Marco Biagi ucciso da due killer
 
Il professore rientrava in bicicletta nella sua abitazione di Bologna Gli avevano tolto la protezione
Due giovani in scooter lo hanno assassinato a colpi di mitraglietta e poi si sono allontanati a piedi
"Forse il gruppo di fuoco dei terroristi ha agito adesso perché si sentiva pressato"
 
JENNER MELETTI
LUIGI SPEZIA

BOLOGNA – Tornava a casa in bicicletta, come sempre. Forse un poco prima del solito, per restare assieme ai due figli – uno è all´università, l´altro al liceo – nel giorno del papà. Aveva appena telefonato a casa per dire: «Ciao, sto arrivando, sono quasi sotto casa». Quattro colpi di machine pistole, forse una Uzi, tutti alla schiena, hanno ammazzato ieri sera verso le 20,30 Marco Biagi, 51 anni, consulente prima dei governi dell´Ulivo assieme a Massimo D´Antona poi autore del libro bianco del ministero del Welfare sulla riforma del mercato del lavoro. L´uomo era appena sceso dalla bici che gli è caduta addosso. I terroristi che gli hanno sparato sono arrivati con uno scooter nero, e hanno buttato lo stesso mezzo – forse in segno di disprezzo – addosso all´uomo agonizzante. Se ne sono andati a piedi, tenendo i caschi in testa. La moglie Marina Orlandi e i figlie erano già preoccupati perché l´uomo non era ancora arrivato. Hanno guardato dalla finestra e hanno visto il corpo.
Un omicidio che ricorda subito altre vittime: Roberto Ruffilli e lo stesso Massimo D´Antona. L´assassinio è avvenuto in via Valdonica, una delle strette strade dell´ex ghetto ebraico, a ridosso delle Due Torri. Il giurista – economista era appena entrato sotto il portico, al civico 14, proprio di fronte a un´altra stradina, vicolo Lauretta. Solo un ragazzo, studente universitario, è arrivato sul luogo subito dopo l´omicidio. «Ero a cinquanta-sessanta metri – dice – in via dell´Inferno, e ho sentito un colpo, come un botto. Pensavo fosse un incidente stradale. Appena arrivato in via Valdonica, ho visto un corpo per terra, e sopra c´erano un motorino e una bicicletta. Pensavo davvero che fosse un incidente. Poi, subito dopo sono arrivati i carabinieri».
Immediato l´intervento delle forze dell´ordine. Si è saputo che i due assassini si erano avviati verso piazza Verdi, il cuore dell´Università. Una zona calda, questa, e controllata da molte telecamere. Subito i nastri sono stati sequestrati e già nella notte è cominciato il lavoro di controllo. Arriva il procuratore capo Luigi Persico. Il magistrato, dopo pochi minuti, non ha dubbi. «E´ un segnale – dice – un segnale preciso». Un segnale di cosa, signor procuratore? «Domani qui a Bologna deve arrivare il ministro Maroni, e in questi giorni non si fa altro che parlare dell´articolo 18».
Come dire: un delitto politico, un omicidio terroristico. I carabinieri e la polizia bloccano le strade di accesso, si fanno i posti di blocco. Ma intanto una notizia trapela, ed è estremamente grave: fino a due mesi e mezzo fa l´economista aveva una scorta, che poi gli è stata tolta, proprio quando dal ministero è giunto l´ordine di ridurre le scorte a magistrati e uomini politici. La moglie dell´economista, subito dopo l´assassinio, dice all´ex ministro Angelo Piazza: «Lo avevano abbandonato».
Arrivano il capo dell´antimafia Italo Materia e il presidente della provincia, Vittorio Prodi. La scena, in via Valdonica, mette i brividi. Dietro i nastri stesi dalle forze dell´ordine si vede una chiazza di sangue sotto il portico, e a pochi metri i locali sono pieni ed esce il rumore forte della musica. «Chi hanno ammazzato, uno spacciatore?», chiede un ragazzo appena uscito da un bar. Questa è zona di spaccio, di degrado, e le coltellate ormai non fanno notizia. Arriva Arturo Parisi, vicepresidente della Margherita. «Non ci sono parole. Solo una: assassini». Un giovane assistente del professor Biagi si dispera. «Sono stato con lui fino alle 20,10. Eravamo sulle stesso treno da Modena. Poi lui ha preso la sua bicicletta per andare a casa». Lo debbono portare via in ambulanza, sotto choc. Forse in stazione c´era un basista, che ha avvertito gli assassini. Dai primi rilievi sul corpo sembra che due colpi abbiano colpito il profesore in pieno e uno soltanto sfiorato. Un quarto colpo a vuoto. Arrivano i responsabili dei Ros dei carabinieri e il colonnello Garofano dei Ris di Parma. Nella notte, si riunisce subito la segreteria Cgil, Cisl e Uil. Oggi pomeriggio sciopero generale a Bologna, di quattro ore, trasporti compresi. La città che ha reagito a tutte le stragi, vuole rispondere anche a questo delitto terroristico.