Marcia antiterrorismo, spaccatura nei due Poli

06/11/2003




06 Novembre 2003

FA DISCUTERE LA PROPOSTA DI BERLUSCONI PER UNA PARTECIPAZIONE BIPARTISAN ALLA MANIFESTAZIONE CONFEDERALE DI FIRENZE
Marcia antiterrorismo, spaccatura nei due Poli
Sì di Fassino e D’Alema. La Lega: non scendiamo in piazza con i sindacati
ROMA
Tanti sì, dalle forze politiche, alla proposta di Silvio Berlusconi per una partecipazione
bipartisan alla manifestazione dei sindacati confederali di Firenze, in programma per il 19 novembre, per esprimere un generale rifiuto della violenza terroristica. Ma a ben leggere le dichiarazioni e i commenti, si comprende che tanto a destra come a sinistra non c’è poi tanto entusiasmo verso l’idea di scendere in piazza fianco a fianco. Nei due poli, ci sono rispettivamente la Lega e Verdi, Pdci e Rifondazione a criticare il corteo «misto». E anche tra chi dice «sì» alla manifestazione, si avverte con chiarezza qualche perplessità e qualche timore, soprattutto dopo le nuove fiammate di conflitto esplose sui temi della giustizia. Dal centrodestra, in particolare, si manifesta il timore di finire con una presenza simbolica e male accolta all’interno di un corteo che sarà prevalentemente popolato da militanti del sindacato e della sinistra. Nel centrosinistra, si paventa l’inopportunità di marciare fianco a fianco con esponenti di un governo e di una maggioranza con cui ci sono mille e mille occasioni di quotidiano scontro. Cgil, Cisl e Uil toscane, comunque, accolgono con favore le adesioni annunciate.
Forza Italia, per bocca del coordinatore Sandro Bondi, aderisce «con convinzione»: «l’unità di tutte le forze politiche e sociali ha consentito nel passato – aggiunge – di difendere le istituzioni democratiche dalla grave minaccia del terrorismo. Anche oggi questa unità è un valore da difendere e da coltivare per sconfiggere ogni tipo di violenza e per costruire le basi di una democrazia solida e moderna». Anche Alleanza Nazionale dice sì, con il coordinatore Ignazio La Russa e il capogruppo alla Camera Gianfranco Anedda. Ma La Russa precisa di «non sapere» se scenderà in piazza il 19 novembre, e informa che ci sarà invece sicuramente alla manifestazione del 9 novembre a Milano con Fini per ricordare la caduta del muro di Berlino: «Credo che sia anche questa un’occasione per manifestare a favore della libertà e contro il terrorismo».
La Lega Nord, al contrario mostra tutta la sua ostilità alla proposta del premier. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli addirittura si dice «disponibile a partecipare a una manifestazione contro il terrorismo organizzata dal popolo, ma non certo a quella organizzata dai sindacati. Non posso manifestare a fianco di chi, potenzialmente, potrebbe essere uno di quelli che di giorno condanna il terrorismo e alla sera confeziona i pacchi bomba». Più possibilista è il capogruppo a Palazzo Madama Alessandro Cè, secondo cui il Carroccio «sta ancora valutando e riflettendo».
Nel centrosinistra, molto favorevole alla proposta di Berlusconi è il segretario dei Ds Piero Fassino. «L’esperienza storica – dice – ci insegna che il terrorismo si sconfigge con un’ampia unità delle forze democratiche. Concorda il presidente del partito Massimo D’Alema: «Ben venga l’adesione di Berlusconi. Tutti coloro che vogliono scendere in piazza con i sindacati sono i benvenuti». Meno entusiastica appare la Margherita, che pure giudica «importante che tutto il paese si ritrovi alla manifestazione dei sindacati». «Ma – sottolinea il capogruppo alla Camera Pierluigi Castagnetti – non basta una manifestazione o una giornata. Il paese ha bisogno di ricreare tutti i giorni le condizioni per una unità nazionale che è il presupposto per contrastare terrorismo e rigurgiti di varia natura per attentati alle istituzioni repubblicane». Al corteo parteciperà anche l’Italia dei Valori.
Ma nel centrosinistra c’è anche chi è contrario. Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio si dichiara «ovviamente» contro il terrorismo, ma dice che «solo nelle dittature sono i governi che convocano le manifestazioni. Berlusconi pensasse piuttosto ad arrestare i criminali e a fare le politiche tipiche di un governo di un Paese democratico». Sulla stessa lunghezza d’onda i Comunisti italiani. «Nessuno ci vedrà sfilare al fianco di Forza Italia e dei fascisti di Alleanza nazionale», afferma il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto. «Siamo i più fieri avversari del terrorismo, ma non ci mischiamo con chi ha ritenuto terrorista il sindacato e in particolare la Cgil, con chi calpesta i principi democratici sanciti dalla Costituzione, con chi ingiuria e sistematicamente attacca la magistratura». «Noi non parteciperemmo mai ad una manifestazione organizzata anche dal governo e dell’attuale maggioranza parlamentare», concorda il capogruppo di Rifondazione alla Camera Franco Giordano, che hanno «ripetutamente agitato l’ipotesi che il conflitto sociale alimenti il fenomeno terroristico».