Marchionne: con il 51% di sì Fiat farà l´investimento a Mirafiori

22/12/2010


"Invito la Fiom a firmare". Fim e Uilm: cogliamo l´occasione

TORINO – «Non abbiamo il tempo di posticipare all´infinito una decisione. Ci sono scadenze industriali che premono e investimenti che devono partire al più presto. Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e che la proposta del 3 dicembre venga accolta». L´appello di Natale è tutto qui, in questo invito a non farsi del male gettando via l´occasione della joint venture con Chrysler per produrre a Mirafiori un suv con un investimento di oltre un miliardo. L´ad della Fiat lo ha fatto durante il rituale saluto di fine anno ai dirigenti del gruppo riuniti al Lingotto al termine di una giornata – quella di ieri – caratterizzata dal timori di una rottura che non c´è stata e, su un altro fronte, dal balzo del titolo in Borsa: più 3,64%
«Con il 51% di sì siamo pronti a fare l´investimento. Il piano è qualcosa di unico: la possibilità di produrre nello storico impianto di Torino Suv di classe superiore destinati ai mercati di tutto il mondo. Perciò invito la Fiom a firmare, sarebbe un ottima idea fare l´accordo prima di Natale» ha detto un Marchionne che ha scelto di non andare a testa bassa anche perché, se lo avesse fatto, avrebbe dovuto indicare un nuovo itinerario per Fabbrica Italia e forse l´adozione di quel Piano B che sinora è stato letto come la fine del dialogo e l´abbandono del paese da parte del Lingotto. Consapevole del rischio ha optato per una linea apparentemente soft, lasciando il cerino in mano ai sindacati, nel senso che ha girato a loro la responsabilità di una risposta impegnativa. E non del tutto a sorpresa ha trovato accoglienza. Le agenzie non avevano ancora battuto il suo discorso e già Rocco Palombella della Uilm e Giuseppe Farina della Fim, dichiaravano di essere pronti a «cogliere l´occasione» chiedendo un incontro immediato con lui che potrebbe aver luogo domani. Del resto già lunedì in Federmeccanica la Fiat era stata chiara con Fim, Uilm e Fismic: «O accettate la nostra offerta o l´investimento salta».
Con questo precedente ieri l´´ad del Lingotto è partito da lontano per arrivare alla svolta epocale imposta dalla crisi e dunque all´ingresso «in un´epoca che non tollera l´inerzia e punisce chi non si adatta». «Perdere tempo, denaro, opportunità; sprecare risorse materiali e intellettuali oggi è più che mai antieconomico e deleterio. Ma è soprattutto immorale». La Fiat ha reagito alla crisi: lo ha fatto con l´alleanza con Chrysler. Ma è su ciò che è avvenuto dopo che Marchionne ha avuto parole di disappunto. Egli non ha gradito quello che ha definito un attacco alla Fiat: «Non mi è chiara la ragione di tanta acredine». Senza mai citarla ha chiamato in causa la Fiom: «Quello che ho visto fare in questi mesi – su indirizzo di una minoranza all´interno del gruppo – è alimentare una guerra in famiglia».
Muovendo da queste critiche ha rilanciato la proposta per Mirafiori, ricordando la sua importanza per una fabbrica che è e resta al centro dell´alleanza con Chrysler soprattutto dopo la scissione dalla quale stanno nascendo Fiat Spa e Fiat Industrial. Un impegno che vorrebbe essere un´ulteriore rassicurazione sul futuro di una Fiat italiana. «Le nostre radici sono qui, a Torino e in Italia: questa è la nostra storia e da qui viene anche la nostra forza» ha detto il presidente John Elkann il cui abbraccio al termine del discorso con Marchionne è stato accolto con una standing ovation dai 2 mila dirigenti che affollavano l´auditorium del Lingotto.
Dunque si riprende? E´ possibile che avvenga già domani. Il ministro Sacconi si è spinto fino a ipotizzare un accordo prima di Natale. I tempi sono stretti, ma forse Marchionne è riuscito a fare breccia almeno sul versante Cisl e Uil. Resta l´incognita della Fiom, anche se Giorgio Airaudo ha detto che il suo sindacato sarà presente al tavolo non essendo stato lui ad abbandonarlo. E all´invito di Marchionne alla Fiom a firmare ha risposto: «Pronti a farlo se si tiene conto delle ragioni dei lavoratori, no a un´altra Pomigliano».