Marche. Megacentri: per 5 anni stop alle autorizzazioni

02/07/2002


Lunedì 1 Luglio 2002

MARCHE
ASCOLI

Per 5 anni stop alle autorizzazioni

E’ la richiesta della Confcommercio alla Regione per arginare i megacentri

ASCOLI — Blocco delle autorizzazioni dei grossi megacentri commerciali almeno per altri cinque anni e l’istituzione di un osservatorio sulla rete commerciale regionale. E’ la richiesta della Confcommercio avanzata in Regione negli scorsi giorni.
Centro commerciale Oasi, IperCoop di San Benedetto, IperCoop ad Ascoli, Le Blond a Monte Urano, Ikea o non Ikea ancora ad Ascoli, secondo l’associazione, hanno invaso e «circondato» ormai il territorio provinciale piceno (come gran parte di quello regionale). «In pratica -scrive l’associazione di via Dino Angelini- siamo sotto l’assedio della grande distribuzione organizzata».
E la Confcommercio, esasperata alza i toni della polemica e con una circostanziata lettera inviata all’assessore regionale Marcello Secchiaroli ed al neo direttore generale del dipartimento Sviluppo Economico delle Marche, Fabrizio Costa, torna a richiedere con forza, alla vigilia dell’emanazione della nuova legge regionale per il commercio, il blocco delle autorizzazioni per grandi superfici di vendita per almeno 5 anni.
«A distanza di circa 3 anni dall’emanazione degli indirizzi regionali per il commercio -si legge nella missiva della Confcommercio- dobbiamo registrare una preoccupante attenzione e vivacità nella ricerca di aree o immobili da destinare alla localizzazione di grandi superfici di vendita».
Secondo l’associazione dei commercianti «La situazione è resa più allarmante dalla cronica insensibilità delle amministrazioni locali ad adeguare gli strumenti di programmazione del territorio agli indirizzi regionali ed alla difficoltà di capire le relazioni e le ricadute in termini di infrastrutture, economiche, sociali, ed ambientali che ogni innesto di grande superficie comporta».
«L’intero territorio ed il terziario di mercato regionale -continua la nota dell’Associazione- rischia di collassate sotto il peso di una sovraofferta commerciale che in nome di un falso modernismo (non si è certo moderni perché grandi ! ) rischia di trasformare radicalmente non solo i modi e i tempi del consumo ma soprattutto le funzioni ed il patrimonio economico e sociale dei tanti piccoli e medi centri urbani».
La nota della Confcommercio, a firma del suo direttore Giorgio Fiori, si conclude con la rinnovata richiesta del blocco di nuove autorizzazioni per almeno 5 anni e con l’istanza di istituire un Osservatorio sulla rete commerciale, previsto tra l’altro dalla vigente Legge Regionale e mai realizzato.