Marche. Il Commercio verso la svolta

21/10/2003

      DOSSIER
      MARCHE

      Martedí 21 Ottobre 2003

      1- Il Commercio verso la svolta

      2- Crescono gli ipermercati malgrado le polemiche
      Il Commercio verso la svolta
      La riforma in chiave federalista della legge di settore, nuove risorse per modernizzare la rete distributiva e una politica di aiuti ad hoc per rilanciare il commercio. Con queste strategie la Regione si prepara, nel 2004, a dare nuova linfa a un comparto, quello del commercio, che conta su oltre 38mila aziende reduci da un 2002 non troppo brillante. A fine anno scorso, infatti, secondo i dati di Bankitalia, risultava negativo il saldo tra le imprese attive e quelle cessate: 2.230 le prime, 2.602 le seconde. Un trend proseguito nei primi sei mesi del 2003, quando le cessazioni sono salite a quota 800. Colpa della diminuzione delle vendite al dettaglio che, secondo l’Unioncamere regionale, a fine anno scorso è stata dell’1% per i piccoli esercizi, mentre la grande distribuzione confermava la sua crescita del 2,3%, seppure rallentata rispetto al balzo del 5,1% del 2001. «Il 2004 sarà un anno cruciale per la riorganizzazione della rete e per la modifica della legge regionale in base alla riforma del Titolo V della Costituzione – dice Marcello Secchiamoli, assessore al Commercio della Regione – che concede alle Regioni potere assoluto in materia, ma anche di tutta la normativa che riguarda i pubblici esercizi». Le associazioni di categoria lamentano però una disattenzione da parte della Regione al settore: «Il commercio produce il 28% del Pil della nostra regione – il coordinatore regionale della Confcommercio, Massimiliano Polacco – ma non viene adeguatamente rappresentato in sede di produzione legislativa o di risorse erogate dalla Giunta». Tra le richieste ottenute dalle categorie, la possibilità, concessa dalla delibera di Giunta di fine agosto scorso, per gli esercenti di ottenere prestiti a tasso agevolato per la ristrutturazione dei negozi, tramite consorzi fidi e centri di assistenza tecnica (Cat). Per il bando 2003 – che scade il 1 dicembre prossimo – la Giunta ha stanziato 930mila euro. «Grazie a queste agevolazioni – spiega Polacco – e agli investimenti che seguiranno da parte dei commercianti nel settore saranno movimentati almeno 30 milioni di euro». Sui commercianti, comunque, è in arrivo una pioggia di risorse. Tra i fondi previsti dalla Regione per il settore sono pronti 1,275 milioni stanziati dalla legge regionale sul commercio (la 26 del 1999) che concede risorse a fondo perduto fino al 15% agli operatori che ristrutturano il proprio negozio e fino al 30% ai Comuni che investono nel restyling dell’arredo urbano per incentivare gli acquisti nei centri storici, e circa 980mila euro dal Cipe. «Altre risorse riguardano il programma 2002-6 del Docup che porta in dote circa 7 milioni di euro da distribuire in tre bandi – parla Pietro Talarico, dirigente del Servizio commercio della Regione Marche – e intanto stiamo lavorando a un nuovo bando, dell’importo di circa 400mila euro, per finanziare l’acquisto di strumenti per la sicurezza delle strutture commerciali». Ma i nodi su cui si giocherà la partita sul commercio marchigiano sono, da un lato, la grande distribuzione (vedi articolo a fianco), dall’altro la riforma della legge sugli esercizi commerciali: la Giunta ha infatti presentato una proposta di legge che prevede la liberalizzazione dell’orario degli esercizi commerciali: «Non ci è arrivata nessuna comunicazione ufficiale in merito e pensiamo che la legge approvata lo scorso ottobre vada benissimo poiché è stata concertata con le categorie – prosegue Polacco -. Ma ci preoccupa molto di più non essere stati ascoltati sul pericolo della moltiplicazione degli iper e dei supermercati: così le Marche sono diventate la prima regione d’Italia per rapporto tra numero di esercizi della Gdo e abitanti. E un danno enorme per i commercianti. Per questo il nostro è il settore più in crisi della regione».





      Crescono gli ipermercati malgrado le polemiche
      Maria Soave
      Croce e delizia del settore del commercio nelle Marche, la Grande distribuzione è una realtà che pesa molto sul giro d’affari totale del comparto e che è destinata ad aumentare il proprio fatturato almeno dell’11% entro la fine di quest’anno, rispetto ai bilanci di fine 2002. La Grande distribuzione nelle Marche può contare, secondo l’ultimo censimento di AcNielsen, su 17 ipermercati (con superfici superiori ai 2.500 metri quadrati) e 248 supermercati, la cui superficie è compresa tra i 400 e 2.550 metri quadrati. In particolare, sul totale degli esercizi di grande superficie il peso stimato degli ipermercati è pari al 36% contro il 64% dei supermercati. Una percentuale superiore alla media nazionale, dove il peso degli iper raggiunge il 34,1%, mentre nel Centro-Italia è del 22,1 per cento. Numeri che hanno creato un «caso Marche» nelle statistiche sull’andamento della Gdo in Italia e che preoccupano gli addetti ai lavori. «La presenza della Grande distribuzione – spiega il segretario regionale della Confesercenti, Paolo Perazzoli – sta raggiungendo livelli di invadenza del mercato significativi che, soprattutto in una fase di restrizione dei consumi, penalizzano il commercio tradizionale». Intorno all’avanzata di iper e supermercati si sono concentrate le polemiche sulle aperture domenicali: un tema al centro del dibattito sulla riforma della legge regionale 4/1999 sul commercio (modificata a ottobre dello scorso anno). «La Giunta – spiega Perazzoli – ha proposto di modificare ulteriormente la norma portando a 28 le aperture domenicali (attualmente sono 24 l’anno). È una scelta che accoglierebbe le richieste di maggiore libertà nelle aperture festive da parte della Gdo». Ma il canale della Grande distribuzione, nonostante le polemiche delle categorie di settore, secondo le stime dell’AcNielsen è destinato a crescere: la dinamica evolutiva di ipermercati e supermercati nel corso di quest’anno conferma una crescita del giro d’affari dei prodotti di largo consumo superiore all’11 per cento. E si tratta di un balzo superiore di circa un punto percentuale alla media del Centro-Italia. Quanto, invece, ai nomi che controllano parte del mercato, il gruppo Rinascente, la Coop e la Conad sono le tre realtà che da sole sviluppano oltre il 70% del giro d’affari del canale ipermercati e supermercati. Dietro questi grandi nomi, compaiono un’azienda locale, la Gabrielli, e la Finiper, specializzata negli ipermercati di grandi superfici.