Marcegaglia-Cgil prove d’intesa Tremonti sferza ancora le banche

07/09/2009

Rotta di avvicinamento tra il segretario Cgil Epifani, il ministro Tremonti e la presidente di Confindustria Marcegaglia. Che adesso dice: «Dalla crisi si esce uniti. A breve le nostre proposte». Banche sempre sotto tiro.

Prima il vis-à-vis con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ne uscirà parlando di «incontro costruttivo». Poi il clima disteso del pranzo lungo e informale con il ministro Giulio Tremonti, insieme ad Enrico Letta. A Cernobbio, l’ultima giornata del workshop Ambrosetti il segretario della Cgil Guglielmo Epifani la passa da protagonista: incassa commenti fino a ieri inaspettati: «Il suo intervento mi è parso molto responsabile e molto interessante», dice a sorpresa il mai tenero Tremonti. «Nonostante l’accordo separato sulla riforma contrattuale, in questi mesi la Cgil ha sempre avuto un atteggiamento responsabile», rincara la dose Marcegaglia. Qualcosa è cambiato ai vertici dei poteri che governano il paese: qualcuno deve aver capito che una fase come questa non si governa senza il più grande sindacato italiano, che la spinta centrifuga nata dalla crisi può finire per travolgere tutti allo stesso modo, e che «affrontare la crisi uniti conviene a tutti», dice Epifani. «Ho chiesto a Confindustria – continua di impegnarsi di più sulla crisi, sull’occupazione e sulla fiscalità per il lavoro dipendente. Certo, quello che ci divide è il modello contrattuale». «Sono preoccupato per l’autunno ci attende, bisognerebbe remare insieme nella stessa direzione – aggiunge – Penso, come avevo detto un anno fa, che di fronte a una crisi così era sbagliato procedere senza la Cgil». Gli fanno eco le parole di Marcegaglia: «Dobbiamo capire se ci sono modi per riunire le nostre strade, occorre far prevalere le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono, in un clima di coesione.
Anche perché la crisi non è finita, ci vorranno anni per uscirne». Imprenditori e Cgil si annusano, imboccano la rotta di avvicinamento, ma la strada è lunga. «Ci vogliono i fatti», dice Epifani. Servono dagli industriali delle «aperture» nei tavoli di trattativa «che possano consentire un clima diverso». «Abbiamo in mente delle proposte, ne discuteremo nei prossimi giorni», annuncia Marcegaglia. La richiesta al governo è, invece, già esplicita: «Servono fondi per gli ammortizzatori sociali e programmi di formazione per chi perde il lavoro», perché «il problema occupazione è grave, andiamo incontro a riconversioni e ristrutturazioni», anche se
«non ci aspettiamo una catastrofe».
A sentire Tremonti, quello degli ammortizzatori sociali è un «non-problema»: «Abbiamo più risorse di quanto si possa immaginare – sostiene ieratico – sul 2009 erano 8 miliardi, adesso vedremo. Comunque nessuno sarà lasciato indietro». Da dove verranno presi i soldi in bilancio, e quanti si presume debbano essere, il ministro non intende rivelare: «q.b.», continua a ripetere, che in cucina vuol dire quanto basta. La trasparenza non è all’ordine del giorno a Cernobbio. Sempre in auge, invece, la polemica con le banche. Che non fanno la loro parte, dice Tremonti, e che, troppo grandi, addirittura sono strutturalmente inadeguate al sistema industriale, fatto di piccole e medie imprese. «La tendenza delle banche – dice ancora Tremonti – è a fare “credit trade”, cioè prendere soldi a zero e impiegarli. Sono capaci anche i bambini a fare le trimestrali così». E lancia così una stoccata anche contro il fatto che le banche abbiano fatto ricorso alla liquidità messa a disposizione, a tassi bassissimi, dalle banche centrali mentre ora si mostrano titubanti verso l’emissione dei Tremonti-bond, «un ponte che passa attraverso le banche verso le pmi, e su quel ponte c’è un signorotto che dice che quel passaggio gli va o non gli va. Questo non è giusto». Tutt’altro clima con i confindustriali. L’idea di creare fondi settoriali (non pubblici) a favore delle imprese, lanciata da Confindustria, per Tremonti è «una buona idea». Aria di disgelo con la Cgil. E anche Epifani si mostra cauto nei confronti del superministro: «I fondi per gli ammortizzatori ci sono? Si tratta di vedere in Finanziaria quello che ci sarà – commenta il leader sindacale – C’è un problema che riguarda gli anziani e i pensionati, il sostegno agli investimenti e naturalmente anche gli ammortizzatori sociali, perché se la crisi si allarga abbiamo bisogno di questi strumenti. Verificheremo che cosa intende fare il governo».