Mantova. Uno sciopero in sordina per Upim, Cityper e Sma

02/04/2002


 


 
MANTOVA
sabato 30 marzo 2002, S. Zosimo
 
   
Sindacati soddisfatti: più adesioni del solito
Uno sciopero in sordina
per Upim, Cityper e Sma

Alfredo Fertonani Affini

Forse ci si aspettava qualche disagio in più. Invece niente file alle casse, nessun assalto ai commessi da parte di folle di avventori, insomma nessun onere extra per i lavoratori presenti. Ieri nei negozi del Gruppo Rinascente (Sma, Upim e Cityper) le attività sono state portate avanti normalmente, come tutti i giorni. Si è svolta così in sordina la giornata di sciopero proclamata da Cgil, Cisl e Uil per i dipendenti dell’azienda con la quale le organizzazioni sindacali sono in trattative per il rinnovo del contratto aziendale. L’agitazione non ha provocato difficoltà nello svolgimento del lavoro all’interno dei punti vendita dove i clienti hanno potuto compiere i loro acquisti tranquillamente, come in una normale giornata di spese. Tra le principali rivendicazioni intorno alle quali verte la protesta sindacale spicca la questione del lavoro svolto nei giorni festivi che la Rinascente tende a retribuire ai suoi dipendenti come ‘ore ordinarie’. «A livello locale siamo soddisfatti – spiega Alessandro Calanca della Cgil -, la percentuale di adesione è superiore rispetto ai precedenti scioperi e questo nonostante il clima nervoso e pesante creato contro il sindacato». Ieri i lavoratori che hanno incrociato le braccia per protesta sono stati una decina all’Upim di Mantova, 11 (su 60) al Cityper di Ponte Rosso, 5 (su 54) al Cityper di Cogozzo e un dipendente all’Upim della Favorita. Nessuna adesione invece allo Sma di via Giustiziati, dove il lavoro si è svolto regolarmente. «Non ci siamo sentiti di scioperare – fanno sapere all’Upim della Favorita dove un solo dipendente si è unito all’agitazione -. Non vediamo la ragione per scontrarci contro un’azienda che ci ha sempre riservato un buon trattamento». E allora le domeniche di lavoro che non vengono calcolate come straordinari nelle buste paga? «Può darsi che in certe unità si siano verificati malintesi con i dirigenti circa le modalità di retribuzione, ma questo non è un motivo per penalizzare l’intera azienda».
«Nessun malinteso – ribatte Calanca -. La Rinascente pretende che i dipendenti lavorino le domeniche e i lunedì a salario normale. Di recente a una ragazza è stato rifiutato il rinnovo del contratto proprio perché non era più disposta a passare tutte le domeniche sul luogo di lavoro».