Mantova. Lite sul blocco dei prezzi

19/09/2002

 






   
MANTOVA  
giovedì 19 settembre 2002, S. Gennaro  
   
Lite sul blocco dei prezzi
E i baristi ora si dividono

Confesercenti replica alle critiche della Federazione pubblici esercizi: cerchiamo la fiducia dei clienti

La categoria dei baristi e ristoratori si divide. Confesercenti risponde alla Federazione italiana pubblici esercizi, che in un documento stigmatizza «il carattere demagogico e inutile dell’operazione» blocco dei prezzi. Una chiara allusione all’iniziativa ‘prezzo amico’ promossa proprio da Confesercenti insieme con quattro associazioni per la difesa dei consumatori, Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons.
Davide Cornacchia di Confesercenti: «Non è nel nostro stile fare polemiche. Ma la presa di posizione della Fipe, che mal si concilia tra l’altro con l’accordo regionale stipulato dalle associazioni di categoria sull’osservatorio dei prezzi, che vede insieme anche Confesercenti e Confcommercio di cui fa parte Fipe, richiede una replica. L’iniziativa ‘prezzo amico’ viene definita demagogica, inutile e inattuale dalla Fipe. A noi, più semplicemente, sembra un’iniziativa utile a rafforzare la fiducia tra commercianti e consumatori, tanto più in un frangente come quello attuale, caratterizzato da una congiuntura economica negativa per uscire dalla quale sarebbe fondamentale rilanciare i consumi. Perché senza la ripresa dei consumi non ci può essere la ripresa dell’economia». Il direttore di Confesercenti è perplesso: «Non capisco perché la Fipe abbia voluto attaccare l’iniziativa di Confesercenti. Non è il momento di fare polemiche: oggi più che mai è necessario lavorare insieme per il bene della categoria. Altri comunque preferiscono chiudere delle porte».
Marco Gialdi, consigliere nazionale della Fipe: «Siamo contrari al blocco dei prezzi per il semplice fatto che non ci sono stati aumenti tali da giustificarlo, tali cioè da rendere proponibile un’iniziativa di questo genere. Quanto al ritocco dei prezzi, ci tengo a precisare che tra le sue cause non c’è il costo del lavoro, che in questi mesi infatti non è aumentato. Il nostro è un settore in cui all’aumento del lavoro corrisponde sempre un aumento del personale, con conseguenti benefici sull’occupazione».
Alessandro Calanca, segretario provinciale della Filcams Cgil: «Il contratto nazionale dei lavoratori del comparto è scaduto da nove mesi e le proposte presentate da Confcommercio sono insufficienti. Nella nostra provincia c’è stato un vistoso aumento del fatturato e degli utili, ai lavoratori, cui giustamente viene richiesta una sempre maggior professionalità in un contesto di città turistica qual è Mantova, non è stato distribuito nulla. Inoltre in questi settori sono presenti vaste sacche di lavoro irregolare e nero che creano delle evidenti distorsioni nel mercato».




Davide Cornacchia, responsabile della Confesercenti