Mantova. Guardie giurate, vertenza pilota in Italia

23/09/2005
    venerdì, 23 settembre 2005

    Pagina 17 – Provincia

      Guardie giurate, vertenza pilota in Italia

      La Cgil ottiene al Gigante di Curtatone i contratti a tempo determinato

        FRANCESCO ROMANI

          CURTATONE. Vertenza pilota in Italia quella condotta e vinta dalla Cgil di Mantova e che ha permesso di trasformare l’assunzione di collaboratori in contratti a tempo determinato nel settore della vigilanza. Il caso si è verificato al centro commerciale Quattro Venti, Iper Gigante.

          Ad illustrare i dati Tiziano Pozzi e Gianni Grossi della Filcams-Cgil con Nicoletta Cavaletti del Nidil (Cgil). In sostanza, grazie alla vertenza avviata da un dipendente lasciato a casa, la Cgil ha scoperto che di fronte a 6 agenzie di guardanìa (guardie giurate) esistevano 14 agenzie investigative. «Mentre le prime – ha spiegato Grossi – assumono personale dopo test attitudinali e verifiche della Questura e lo dotano d’armi e strumenti, le seconde offrivano collaboratori a progetto disarmati e sottopagati con contratti a termine di 700 euro mensili per 12 ore di lavoro». In questo modo, vincevano spesso appalti di servizio con ribassi anche del 50% «esponendosi ai ricorsi delle ditte perdenti – ha aggiunto la Cavaletti -. Ma anche l’appaltante, in questo caso il Gigante, rischiava di rispondere in solido delle mancanze».

          A fronte di questa precaria situazione, la Cgil è scesa in campo coinvolgendo il livello regionale e poi nazionale in una battaglia che ha fatto da battistrada in Italia. «Eravamo pronti ad arrivare anche in Cassazione – conclude Pozzi – per rompere questo fronte. Ma mentre affilavamo le armi, compreso un esposto, e raccoglievamo 16 deleghe dei collaboratori a sostenere la loro lotta, continuavamo a tenere aperto il canale della trattativa. Ed alla fine è stato questo che ha vinto. Siamo per questo ancor più soddisfatti, nella consapevolezza che la strada sindacale è stata percorsa con rigore dal nostro sindacato. Anche l’azienda, ad onor del vero, si è assunta le proprie responsabilità giungendo all’assunzione».