Mantova. Addio al grande magazzino Upim

25/10/2002
           



             
          MANTOVA  
          venerdì 25 ottobre 2002, S. Crispino  
             
          Addio al grande magazzino Upim
          A fine dicembre chiude i battenti

          COMMERCIO IN CRISI

          di Sandro Mortari

          Se ne parlava da tempo, ma adesso è ufficiale. Il 31 dicembre il grande magazzino Upim di corso della Libertà chiude i battenti. Travolto dalla stagnazione dei consumi, «ma anche dalla mancanza di investimenti» accusano i sindacati, lo storico punto vendita lascia la città.
          Lo storico marchio della Rinascente (il cui azionista di riferimento è Eurofind, a sua volta composta paritariamente dalla francese Auchan e dall’Ifil di Agnelli), rimarrà soltanto all’interno del centro commerciale della Favorita. La comunicazione è stata data ieri mattina dal responsabile d’area della Rinascente, Antonio Crivellaro, ai segretari generali della Filcams-Cgil, Alessandro Calanca e della Fisascat-Cisl, Giusy Amadasi, e a alle 18 dipendenti nel corso di un incontro avuto a Mantova. «Può bene immaginare – afferma Calanca – come abbia reagito il personale, tutte donne». Rabbia, amarezza e anche molte lacrime tra chi ha speso una vita tra gli scaffali e le scale mobili di quello che è stato il primo punto vendita della grande distribuzione a Mantova, aperto nell’ormai lontano 1958. Un pezzo della storia commerciale della città che se ne va, lasciando dietro di sè il ricordo del boom economico degli anni ’60, quando Upim rappresentava per tutta la provincia il luogo delle meraviglie per grandi a piccini. Ora rimangono vetrine disadorne, simbolo della crisi che il negozio sta vivendo da qualche anno e che lo porterà alla chiusura. Ora i ricordi lasciano spazio alla triste realtà che parla di licenziamenti. Oggi l’Upim dà lavoro a 18 persone, solo tre delle quali assunte con contratto a tempo indeterminato. Altre otto sono state assunte a tempo determinato e lavorano a tempo pieno, con un contratto che scadrà tra due o tre mesi; altre sette sono a part-time. Dei dieci dipendenti fissi (tutte donne), cinque saranno accompagnate in pensione attraverso la mobilità mentre le restanti cinque saranno sulla strada: l’azienda promette che non le abbandonerà e farà di tutto per «riciclarle» negli altri punti vendita della Rinascente nel mantovano.




          LE PARTI IN CAUSA
          La proprietà: scelta obbligata
          I sindacati: pochi investimenti

          «Il punto vendita di Mantova da qualche anno non funziona e, quindi, siamo costretti a chiudere». Dalla sede centrale della Rinascente a Milano, in serata, confermano quanto dipendenti e sindacati avevano saputo in mattinata. Negli ultimi tre anni il conto economico della Upim di Mantova è stato un continuo profondo rosso anche se, ultimamente, si erano visti segnali di ripresa. Ai sindacati il responsabile vendite di area ha fornito alcuni dati: il 1999 si era chiuso con una perdita di 321 mila euro, nel 2000 il deficit era di 272 mila, l’anno scorso di 251 mila. «Il centro di Mantova ha perso di attrattività dal punto di vista commerciale tra i cittadini – dicono da Milano – e noi ne abbiamo pagato le conseguenze più di altri. La crisi è cominciata quando sono stati aperti i due centri commerciali di Virgilio e Boccabusa dove, tra l’altro, il nostro negozio funziona benissimo».
          «L’azienda non ha fatto di tutto per salvare il punto vendita di Mantova». A sostenerlo è Alessandro Calanca, segretario generale della Filcams-Cgil. «Non solo sono mancati gli investimenti ma vi è stata anche trascuratezza nella conduzione del negozio. Spesso, per esempio, ci sono stati gli scaffali vuoti e poco personale a servire i clienti. Quest’anno – dice Calanca – hanno cercato di raddrizzare la barca tenendo aperto tutte le domeniche e anche il lunedì mattina. Solo che non lo hanno mai fatto sapere alla gente con campagne di informazione. I risultati, quindi, sono stati modesti». Oggi si terranno due assemblee che comporteranno la chiusura del negozio di corso della Libertà dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 16.30.


          A sinistra lo storico grande magazzino di corso della Libertà che chiuderà il 31 dicembre