Manovra, resta la scure sulle Regioni dal 2015 tutti in pensione più tardi

15/07/2010



ROMA – Ultimo schiaffo alle Regioni che dovranno rassegnarsi ai tagli, sì alla sospensione del pagamento delle multe per le quote latte voluta dalla Lega tra le proteste del ministro per l´Agricoltura Galan. La manovra d´estate compie il primo giro di boa al Senato, dopo una discussione durata circa un mese che le statistiche quantificano in 195 chilometri di carta tra emendamenti e documenti vari, e oggi riceverà la fiducia. Da domani transita alla Camera. Di soppiatto – formalizzata nel maxiemendamento – passa una rilevante riforma delle pensioni, con finestre a scorrimento (un anno in più) ed elevamento dell´età secondo le aspettative di vita. Dal 2015 scatta l´innalzamento dell´età: si andrà in «vecchiaia» a 66 anni e tre mesi, nel 2025 a 67 anni e 4 mesi, nel 2050 a 70 anni; dal 2015 finisce il meccanismo delle «quote»: in «anzianità» si andrà a 63 anni e 3 mesi. Resta salva la possibilità di uscita a 40 anni. Sale anche l´età delle impiegate statali a (a 65 anni dal 2012).
Soddisfatto Tremonti che ha tenuto duro di fronte alla protesta del paese: «L´austerità è una necessità», ha detto ieri durante l´assemblea della Confcooperative e ha sentito la necessità di lodare esplicitamente il leader della Cisl Bonanni definito «uomo di Stato». Mentre il presidente della Repubblica Napolitano, da Udine, fa sapere che «ridurre il debito è un impegno di tutti».
Il malcontento continua a bollire, a partire dalle Regioni che ieri si sono riunite e divise sulla risposta ai tagli. Il segretario della Cgil Epifani ha definito la manovra «iniqua». Per Anna Finocchiaro (Pd) il ricorso alla fiducia è «intollerabile». Ma anche dalle file della maggioranza piovono critiche soprattutto da parte del «finiano» Mario Baldassarri che ha denunciato il rischio della perdita di 10 mila posti di lavoro per effetto della manovra.
La manovra vale 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012 ,di cui 15 di tagli e 10 di entrate (9 dovrebbero arrivare dalla lotta all´evasione fiscale, ma ieri il Cer ha parlato di «rischi concreti e significativi» sulla tenuta di questo gettito). Il peso maggiore cade sulle Regioni e sul pubblico impiego: marginali le variazioni durante il dibattito in Commissione e nel maximendamento. Il congelamento dei «cedolini» degli statali sarà depurato da situazioni contingenti come la maternità o le malattie. Anche lo scongelamento degli scatti per il personale della scuola è condizionato a decreti e trattative future con i sindacati. Ottiene 160 milioni il comparto della sicurezza per pagare gli straordinari e gli avanzamenti di carriera che erano stati chiusi a doppia mandata. I magistrati ottengono un ammorbidimento dei tagli sulle indennità e il sì all´assunzione di 250 nuovi giudici, mentre i diplomatici «salvano» la diaria all´estero. Restano i tagli del 20 per cento alle consulenze e agli incarichi della pubblica amministrazione, tranne che per la Direzione generale del Tesoro per «processi di privatizzazione e regolamentazione del settore finanziario». Marcia indietro, dopo molte proteste, per gli assegni di invalidità e per la composizione delle classi con alunni disabili (resta fermo il limite dei 20 alunni). Nuovi attacchi all´ambiente, denunciati ieri dal verde Bonelli, come il silenzio-assenso per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico.