MANOVRA MONTI, LE CRITICHE DEI SINDACATI DEL TERZIARIO CGIL, CISL E UIL SULLE MISURE ANTICRISI

07/12/2011

7 dicembre 2011

Manovra Monti, Le Critiche Dei Sindacati Del Terziario Cgil, Cisl E Uil Sulle Misure Anticrisi

Le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltucs Uil criticano aspramente le misure anticrisi varate dal Governo Monti. Le perplessità dei sindacati del terziario, commercio, turismo e servizi delle tre confederazioni riguardano innanzitutto la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali finora attualmente prevista in via sperimentale solamente per i comuni a vocazione turistica e per le città d’arte.
“L’applicazione del provvedimento così come stabilito dal Governo Monti – commentano i tre segretari generali Pierangelo Raineri, Franco Martini e Brunetto Boco- potrebbe determinare una situazione senza regole sulle questioni delle aperture domenicali e festive, materie sulle quali da tempo chiediamo di avviare un serio confronto tra le parti sociali e l’associazione nazionale dei comuni italiani. Sulle aperture si dovrà nel contempo rilanciare la concertazione tra le parti a livello territoriale”.
Per i tre sindacati “il rilancio dei consumi e delle attività economiche passano prima di tutto attraverso il sostegno al reddito dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti che sono sempre i primi a fare le spese della crisi”.
Altro tema spinoso è quello sulla riforma delle pensioni. “Nella rivisitazione delle norme e dei meccanismi di rendita delle pensioni non si tiene ancora una volta conto delle profonde modifiche intervenute nel mercato del lavoro che si sono sviluppate soprattutto nel terziario privato, dove le misure avranno effetti devastanti proprio sui soggetti più deboli, i giovani e soprattutto le donne che nei settori già polverizzati del commercio, turismo e servizi raggiungono quota 64%. A dura prova anche la vita previdenziale delle lavoratrici che svolgono il lavoro non retribuito di cura e di assistenza, già colpite dalla discontinuità dei percorsi contributivi e dalla revisione della pensionabilità introdotta dalla manovra varata anche dal precedente Governo”. “Su questo tema – promettono i tre sindacati – ci batteremo per sviluppare un dibattito serio sulla previdenza complementare di origine contrattuale che dovrà diventare obbligatoria per tutti i lavoratori e le lavoratrici”.
Le organizzazioni sindacali commentano negativamente anche la decisione di abolire l’Enpals, l’ente nazionale di previdenza dei lavoratori dello spettacolo dei quali rappresentano gli addetti delle società di scommesse, bingo e sisal, e di soppressione dell’Enit, L’agenzia nazionale del turismo le cui funzioni saranno trasferite al ministero dello Sviluppo Economico. “Due esempi di eccellenza, l’uno nel panorama previdenziale e l’altro tra gli enti più efficienti della Pubblica Amministrazione promotore in tutto il mondo del settore del turismo, comparto che, se opportunamente riconsiderato, potrà rappresentare il volano per la ripresa economica ed occupazionale del Paese.”