Manovra, in piazza sindaci e Cgil. Tagli ai ministeri e stangata sul Fas

23/06/2010

«Basta spendere, la ricreazione è finita ». L’avviso di Tremonti arriva insieme alla prima lista dei suoi tagli alle spese dei ministeri: solo per il Fas (il Fondo per le aree sottosviluppate) una mannaia richiesta soprattutto dalla Lega che significa meno 900 milioni per il 2011, meno 1 miliardo e 100 milioni nel 2013. Sarà molto difficile per SuperGiulio trovare la «quadra» con Regioni ed Enti locali, che chiedono di spalmare i tagli più equamente su tutti i livelli istituzionali (cioè sui ministeri), visto che sui loro bilanci pesano per il 90%.Critiche e richieste di correzioni alla manovra anche da parte dell’opposizione: «Nella battaglia parlamentare cercheremo di correggere almeno le distorsioni più gravi», spiega il segretario del Pd Pierluigi Bersani al termine della direzione del partito, da cui, dice, «è venuta fuori con grande forza l’idea che il Pd deve prendere per mano gli italiani più colpiti dalla crisi». Allontanato lo spettro di nuovi condoni, l’onda lunga delle manifestazioni anti-manovra continua a salire. Oggi i sindaci degli 8mila Comuni italiani saranno davanti al Senato su iniziativa dell’Anci (presente anche la Cgil, ha aderito il Pd) con le fasce tricolori listate a lutto, mentre le Regioni incontreranno Tremonti da cui si aspettano «modifiche significative ». In piazza anche i dirigenti pubblici, contrari ai «tagli con l’accetta », mentre i prefetti, i medici ospedalieri, i diplomatici e i professori universitari hanno convocato un’assemblea pubblica a Roma. Dalla lista della stangata spuntano intanto oltre 40 milioni in meno per gli organi costituzionali, compreso 1 milione al Consiglio superiore della magistratura. Spicca un taglio di 31,2 mln per le istituzioni scolastiche non statali. L’università dovrà rinunciare a quasi 24 mln, di cui 9,8 destinati al diritto allo studio. Tagli per 2,7 mln a ricerca e innovazione. Ridotte le spese per le politiche di immigrazione (-18 mln), al ministero della Sanità saltano 8,3 mln. La cultura perde 58,2 mln, di cui quasi 50 per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali.
BUS: PREZZI RADDOPPIATI Anche su Regioni e Comuni si profila una vittoria della Lega, che in un emendamento ha già chiesto di rimodulare i tagli, premiando gli Enti locali virtuosi, e dal Tesoro le aperture non hanno tardato. «Sui ministeri si può fare di più», dice il presidente dell’Anci e sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Perchè senza virate sostanziali, a pagare saranno i cittadini. Lo esemplifica senza mezzi termini il sindaco di Genova Marta Vincenzi: se la manovra passa così com’è, dice, il prezzo dei biglietti dei bus per il trasporto pubblico a Genova salirebbe da 1.20 a 2.80 euro. E poi: «150 bus in meno, tagli, licenziamenti – continua – I Comuni saranno costretti a svendite del patrimonio pubblico, aumenti di tariffe e tagli nei servizi pubblici». Per Chiamparino non basta nemmeno la proposta che premiano i virtuosi: «Con queste cifre, che diconoche su16miliardi di tagli di spesa 14,8, ovvero più del 90%, sono a carico di Comuni, Province e Regioni, non c’è premio ai virtuosi che tenga». Ribadisce: «I Comuni dal 2004 in poi hanno fatto le formiche portando 2,5 miliardi alla finanza pubblica, mentre tutti gli altri hanno fatto le cicale portando 5,5 miliardi di passivo». E conferma: «In realtà viviamo nello Stato più centralista d’Europa, altro che federalismo». Il governatore leghista del Veneto Luca Zaia riapre l’ipotesi della dissobedienza fiscale, che sarà anche «l’ultima spiaggia», ma «è l’unica realtà quando ti trovi a non aver più risorse perchè qualcuno te le porta via». Il voto sugli emendamenti è slittato ad oggi. Ma dall’esecutivo è arrivato un messaggio chiaro: «c’è poco spazio per modifiche».