Manovra, il Governo archivia il nodo Tfr

07/12/2000

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Giovedì 7 Dicembre 2000
italia – politica
Le imprese rilanciano un confronto ad ampio raggio anche su flessibilità e Sud, ma Cofferati ribadisce il suo
veto e divide il sindacato.

Manovra, il Governo archivia
il nodo Tfr .
La Cisl è favorevole al tavolo unico.
Angeletti (Uil): vittoria di
Confindustria, Cgil troppo timida

ROMA La riforma del Tfr non sarà inserita nella Finanziaria 2001. Constatando l’impossibilità di un accordo con tutte le parti sociali, il Governo, come era noto da alcune settimane, ha deciso di rinviare l’intervento sulle liquidazioni. Anche una soluzione da adottare eventualmente con un provvedimento legislativo separato dovrebbe, infatti, essere pienamente concertata. «A prenderne atto» è stata ieri la delegazione di Confindustria, guidata dal presidente Antonio D’Amato, al termine di un incontro tenutosi a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Micheli e i ministri Vincenzo Visco e Cesare Salvi. Giuliano Amato era assente per un’indisposizione. Gli industriali, dopo aver ricordato che sarebbe stato inopportuno inserire la riforma delle liquidazioni nella manovra, hanno comunque ribadito la disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto «dove, insieme al Tfr, possano essere discusse tutte le questioni relative a flessibilità, sommerso, Mezzogiorno e alla riduzione del peso fiscale e contributivo sulle imprese». Ma il tavolo allargato è stato nuovamente bocciato dalla Cgil, acuendo la spaccatura con Cisl e Uil.

Ieri, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, c’è stato subito uno
scambio di accuse tra i sindacati per il fallimento della
trattativa. La Cgil ha attaccato la Cisl per la sua persistente volontà di avviare una concertazione allargata.
Ma proprio i segretari della Cisl, Savino Pezzotta, e della
Uil, Pietro Angeletti, hanno puntato il dito contro le rigidità e le timidezze del sindacato guidato da Sergio Cofferati.

Non a caso nell’esprimere la sua disponibilità «senza pregiudiziali», Confindustria ha anche chiesto che il «medesimo atteggiamento» sia assunto anche dalle altre parti sociali. A ribadirlo sono stati il consigliere incaricato di Confindustria per il Sud, Rosario Averna, e, da Bologna, lo stesso D’Amato: «La nostra disponibilità è stata dichiarata fin dal giugno scorso anche per creare un ponte con la riforma e la verifica del sistema pensionistico prevista dal 2001. Come appare chiaro
— ha aggiunto — visto l’attuale momento politico, dubitiamo che avverrà prima delle elezioni». Il presidente di Confindustria, dopo aver ripetuto che «sarebbe stato quanto mai inopportuno e improprio» inserire la riforma del Tfr nella Finanziaria, si è soffermato sui problemi che hanno impedito il decollo della trattativa a tutto campo: «Certo è che questi sei mesi sono trascorsi in maniera poco produttiva perché nonostante la nostra disponibilità e anche i segnali d’apertura di alcune importanti componenti sindacali il tavolo non è stato ancora costituito». Un chiaro riferimento, seppure in via indiretta, alla posizione assunta da mesi da Cofferati.

Una posizione ribadita con forza dal numero due della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha ripetuto il "no" a «collegamenti impropri» tra il Tfr e altre materie affermando che «è un errore non inserire la riforma nella Finanziaria». A confermare la contrarietà «a logiche di scambio» e ad attaccare Confindustria, perché «gioca allo sfascio», sono poi stati i segretari confederali della Cgil Casadio e Cerfeda.

Ma proprio la Cgil è finita nel mirino di Cisl e Uil. Per Angeletti si tratta di una vittoria di Confindustria, «che non ha mai voluto discutere di Tfr», e tutto per colpa «dell’eccessiva timidezza» della Cgil e del Governo. Critica con la Cgil è anche la Cisl, che ha accolto con soddisfazione la decisione di non risolvere la questione del Tfr con la legge di bilancio e che ha chiesto di aprire subito il tavolo a tutto campo. Immediata la replica di Cerfeda: «Mi sembra di capire che Pezzotta non capisce e mi auguro che non voglia introdurre qualche pessima novità negli schemi delle relazioni sindacali»

Il tavolo su quella che il Governo ha definito «un’agenda precostituita» potrebbe comunque essere aperto, secondo una nota divulgata da Palazzo Chigi, solo
«dopo l’approvazione della Finanziaria», spezzando così le ultime speranze del presidente della commissione Bilancio del Senato, Romualdo Coviello. Lo stesso Salvi ha dovuto ammettere che l’ inserimento del Tfr nella Finanziaria appare ormai improbabile.

Marco Rogari