«Manovra da rivedere con le parti sociali»

21/10/2002





    20 ottobre 2002

    ITALIA-POLITICA
«Manovra da rivedere con le parti sociali»

Conti pubblici - Appello di Fini al dialogo – Baldassarri: 11,2 miliardi di euro per le grandi opere al Sud


ROMA – Dopo Silvio Berlusconi, che due giorni si è detto disponibile a modificare la Finanziaria per quel che riguarda il Sud e le pensioni, ieri a rafforzare la linea di apertura del Governo è intervenuto il vice premier, Gianfranco Fini: «Abbiamo ancora molto da lavorare sulla Finanziaria e dobbiamo farlo ascoltando le osservazioni delle parti sociali», perché tra la firma del Patto per l’Italia e la presentazione della manovra 2003 «c’è stato un black-out della comunicazione» tra Esecutivo, sindacati e imprese. Per Fini occorre riattivare il dialogo sociale, la concertazione anche se quest’ultima non va intesa «come diritto di veto sull’azione del Governo». E il risultato non può essere una sorta di gara tra i partiti «a recepire i suggerimenti delle parti sociali perché il Governo deve mostrare una linea unitaria». Le prossime due settimane vanno utilizzate, se mai, per «migliorare il testo e cancellare le zone d’ombra causate dalla mancanza di dialogo». Sul Sud in ogni caso, le risorse «sono le più ingenti mai previste nella storia della Repubblica, pari a 11,2 miliardi di euro», ribadisce il viceministro dell’Economia, Mario Baldassarri. Il problema, se mai, «è poterli spendere presto e bene». Ultimato il giro preliminare di audizioni, e dopo una settimana di screening delle varie proposte, la commissione Bilancio della Camera avvierà da domani un esame dettagliato dei circa 4mila emendamenti che risultano depositati finora dai vari gruppi. Da martedì si comincerà a votare. In contemporanea proseguirà il confronto politico all’interno della maggioranza. È già in programma un vertice allargato ai capigruppo per concordare il pacchetto di emendamenti che verrà presentato dalla Casa delle Libertà. Si tenta in sostanza di trovare una linea di azione comune, dopo le polemiche dei giorni scorsi tra la Lega e i centristi sul Sud, ma anche tra Forza Italia e An a proposito dell’eventuale trasformazione del concordato fiscale in condono, cui si affiancherebbe anche una mini-sanatoria edilizia. E ora spunta anche l’ipotesi di una sanatoria sulle contravvenzioni stradali. L’iniziativa è di alcuni parlamentari di Forza Italia, ma per ora il relatore Angelino Alfano frena: «Il meccanismo tecnico è da verificare con calma, e in ogni caso l’emendamento non è stato oggetto di valutazione da parte dell’intero gruppo». L’Udc spinge in particolare per l’abolizione dell’articolo 37, che trasforma i contributi a fondo perduto in prestiti. I tecnici dell’Economia sono al lavoro per individuare la copertura e proporre eventualmente ipotesi alternative. Ma anche sul bonus assunzioni (Follini ha chiesto di rivedere l’attuale assegnazione delle agevolazioni) è atteso un chiarimento all’interno della maggioranza. In discussione anche l’ipotesi di far confluire tutte le modifiche della coalizione che sorregge il Governo in un unico maxi-emendamento. Ipotesi che non raccoglie consensi all’interno dell’Udc: «Ogni gruppo ha il diritto dovere, come ogni singolo parlamentare, di presentare e votare i propri emendamenti», ha osservato ieri il capogruppo Luca Volontè.
D.Pes.