Manovra 2008 e Welfare, voti decisivi

11/12/2007
    martedì 11 dicembre 2007

      Pagina 4 – Economia

      Manovra 2008 e Welfare, voti decisivi

        Oggi Padoa-Schioppa chiude il dibattito, resta aperto il caso rottamazione

          di Marco Tedeschi/ Milano

          RADDOPPIO Sarà il ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa, a concludere oggi la discussione generale in Aula, alla Camera, sulla Finanziaria 2008. Una manovra che lungo il suo passaggio in Parlamento è raddoppiata, nonostante le iniziali promesse di snellimento. Partita dal Consiglio dei ministri di fine settembre con le «100 buone notizie per il Paese», che all’epoca corrispondevano ad altrettanti articoli, ora, in vista del passaggio finale, di articoli ne conta 213. Più del doppio. E anche le spese sono aumentate. Di 800 milioni (anche se l’opposizione parla di una cifra magggiore: circa 2 miliardi).

          «Anche quest’anno – ha afferma il relatore, Michele Ventura, aprendo i lavori in aula – ci sono stati i consueti problemi di funzionamento. Non è sufficiente applicare le norme esistenti nè riformare le procedure: occorre ristrutturare e decentrare i contenuti verso il bilancio e altri strumenti». Tradotto, bisogna cambiare registro.

          Tra i nodi ancora aperti, nonostante si preannunci un voto di fiducia, la rottamazione auto. «Vedremo: ci stiamo ragionando» – dice il ministro allo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani lasciando intendere che la partita non è ancora definitivamente chiusa. Ma i Verdi, pur dicendosi disponbili a un confronto, confermano la loro contrarietà. Altro capitolo è quello della soppressione della Coni Servizi già inserito in manovra dalla Commissione Bilancio: il capogruppo dell’Udeur, Mauro Fabris, chiede lo stralcio della norma. Anche perchè con la soppressione della società – afferma – ci sarebbe un aggravio di «almeno 40 milioni di euro sulle casse dello Stato».

          In attesa dunque di ulteriori novità, che potrebbero a questo punto arrivare solo dal governo, lo scontato copione della settimana sembra già scritto. Mentre si esaurirà la discussione generale, oggi il consiglio dei ministri dovrebbe autorizzare la fiducia. Su uno o più maxiemendamenti. Con un voto conclusivo previsto per il fine settimana.

          Ma da risolvere entro fine anno, il governo avrà anche il problema welfare. Nella tarda mattinata di oggi inizierà l’esamedel disegno di legge da parte della commissione Lavoro del Senato, che dovrà necessariamente consegnare il testo all’aula giovedì mattina. Anche in questo caso non si annuncia una passeggiata. Gli emendamenti depositati in commissione sono 363. Di questi 105 sono stati presentati dall’opposizione e 258 dalla maggioranza, di cui 228 dalla nenonata «La sinistra, l’arcobaleno».

          Con sole quattro sedute a disposizione è probabile che la commissione non concluda l’esame nei tempi previsti e, quindi, che in aula vada il testo approvato alla Camera. Così come è probabile anche un nuovo ricorso alla fiducia da parte del governo la prossima settimana. Come accaduto a Montecitorio.

          Preoccupato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. «Sarebbe una iattura – afferma – se il governo cadesse senza prima aver approvato il protocollo sul welfare. Sarebbe un grosso danno per il Paese». Nel mirino la valanga di emendamenti presentati dalla maggioranza. «Mi sembra esagerato che il governo faccia anche l’opposizione» – è il commento.