Manovra 2001: Finanziaria, il Tfr esce di scena

29/11/2000

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Mercoledì 29 Novembre 2000
italia – politica
Manovra 2001

Micheli: troppe divisioni, meglio rinviare.
Un emendamento per estendere la Dit alle piccole imprese e ridurre l’Irap al Sud.
Finanziaria, il Tfr esce di scena.
Maggiori risorse per i contratti degli insegnanti e l’alluvione.
I Ds: reintrodurre i premi in denaro per i videopoker

ROMA L’ipotesi di riformare il Tfr con la Finanziaria 2001 esce di scena. Vi entra invece, con mille incertezze, quella di estendere la Dit alle piccolissime imprese individuali non tassate con l’Irpeg. Ma il ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco nega di saperne qualcosa e anzi affetta di credere tanto poco a questa novità da non doverla neppure smentire.

Sarebbero invece altre due le «priorità» cui provvedere, secondo il relatore Paolo Giaretta, Ppi: l’alluvione al Nord, che richiede più soldi, e la chiusura del contratto della scuola, la cui precedente copertura risulta insufficiente.

La Dit per le micro imprese, che sarebbe allo studio delle Finanze, potrebbe però entrare in campo con un emendamento parlamentare. L’Udeur, infatti, non si rassegna al fallimento dell’iniziativa per ridurre l’Irpeg nel Mezzogiorno e progetta di tornare alla carica con un emendamento che attenui l’Irap per le imprese dell’"obiettivo uno" o, in generale, per le aree a forte disoccupazione. L’idea sarebbe di abbattere a zero, o ridurre al 2%, l’aliquota Irap sulla componente costo del lavoro, lasciandola al 4,25% sulle restanti basi imponibili. Sempre l’Udeur annuncia un emendamento per estendere la Dit. Ed è probabile che le questioni fiscali legate al Mezzogiorno siano fra gli argomenti che saranno affrontati oggi a Bruxelles in un incontro tra Giuliano Amato e il commissario Mario Monti.

Fervono insomma, al Senato, le idee su possibili modifiche alla Finanziaria, in vista del termine per la presentazione degli emendamenti, che scade giovedì. A mancare sono i soldi per realizzarle. La Camera ha praticamente esaurito le risorse disponibili, e il Senato fatica a trovarne di nuove, cosa che richiederebbe il sacrificio di altre iniziative.

A poco è servita una riunione di maggioranza svoltasi ieri sera, presente il sottosegretario Piero Giarda, nella quale il rappresentante del Governo si è in sostanza limitato ad ascoltare le richieste dei senatori.

A prendere atto della pratica impossibilità di mettere mano al Tfr (passo indispensabile per una riforma delle pensioni) in Finanziaria è stato, ancora una volta, Enrico Micheli, sottosegretario alla presidenza. Micheli ha ribadito la validità della via della concertazione indicata dal presidente Giuliano Amato, e ha condannato il «gran pasticcio» nato dall’intreccio di Tfr con Irpeg o con la flessibilità intesa solo «come modifica dell’articolo 18 dello Statuto del lavoratori». A Micheli ha fatto eco Del Turco: «Il Tfr — ha detto — subisce le conseguenze di un’improvvida iniziativa sull’Irpeg». In un incontro serale con i sindacati, poi, Amato è tornato a constatare l’impossibilità, almeno per il momento, di un accordo.

Il problema della scarsità di fondi è tutto da risolvere: ad esempio, l’iniziativa Udeur sull’Irap costerebbe, a seconda della sua ampiezza, da 200 a 950 miliardi: la copertura potrebbe scaturire da una revisione del "forfettino" per le nuove imprese (Irpef all’1% per tre anni) o da una rimodulazione delle stesse norme sull’Irap.

Enrico Morando, responsabile economico dei Ds, favorisce invece la reintroduzione del "forfettone" sulla micro-aziende marginali, misura cui la Camera ha fatto rinunciato per coprire l’abolizione dei ticket sanitari. Ma, anche qui, ecco il problema dei fondi da trovare. Morando chiede poi di correggere la Finanziaria ritornando ai premi in denaro per le macchine elettroniche da gioco, tipo videopoker, con un tetto di 20mila lire per la vincita con giocata massima di duemila lire.

La questione dei fondi per l’alluvione è anch’essa aperta: è parso in un primo momento che il Governo intendesse portarli dai 3.800 miliardi previsti a 5.700. Dalla riunione di maggioranza non sono uscite conferme né della cifra, né della sua composizione: quanta parte cioè possa essere direttamente stanziata e quanta mobilitata con autorizzazioni a contrarre mutui.

Tutto da decidere poi anche per il contratto della scuola, di cui si è soltanto indicata la necessità di chiuderlo. Anche perché, come si è verificato nell’incontro con i sindacati, le distanze con le richieste degli insegnanti restano forti.

I Radicali hanno proposto infine di abolire le pensioni di anzianità stabilendo a 60 anni l’età minima pensionabile e portando a un milione i trattamenti minimi e a 800mila lire quelli sociali.

Doccia freddaper tutti gli italiani, intanto, dall’Adusbef. L’associazione che tutela i consumatori, infatti, ha calcolato che il 67,1% delle tredicesime e del bonus fiscale (60.700 miliardi complessivi) se ne andrà in tasse, mutui, bollette assicurazioni e altri balzelli.

L.L.G.