News Filcams

A Reggio Calabria, il 22 giugno, si riparte dal Sud. # FuturoalLavoro

21/06/2019
Reggio-Calabria-480x226

Affinché il Governo cambi passo nelle politiche economiche e fiscali, Cgil, Cisl e Uil proseguono la mobilitazione unitaria iniziata il 9 febbraio e che culminerà il 22 giugno a Reggio Calabria con la manifestazione nazionale unitaria ‘Ripartiamo dal Sud per unire il Paese’ - # FuturoalLavoro – per rivendicare una seria politica industriale, investimenti, e rilancio del Mezzogiorno. Il corteo partirà da piazza De Nava alle ore 9.30 e raggiungerà, percorrendo Corso Garibaldi, Piazza Duomo, dove dalle ore 11.00, prenderanno la parola, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Una mobilitazione nazionale unitaria nel Sud perché dal Mezzogiorno si deve ripartire per unire il Paese e rivendicare la centralità del lavoro come leva per contrastare le profonde diseguaglianze sociali, economiche e territoriali che attraversano l’Italia”. Così, in una nota, la Cgil nazionale.

L’Italia non cresce e aumenta il divario tra Sud e il resto della penisola: l’Italia è penultima in Europa per tasso di crescita del Pil, e nel Mezzogiorno il Pil pro-capite è inferiore del 45% rispetto al Centro-Nord. La disoccupazione è tra i livelli più alti della Ue, e nel Sud è al 19,4% contro il 6,8% delle regioni settentrionali, l’inattività è al 45,5% rispetto ad una media nazionale del 34,3%. Al Sud coloro che abbandonano le scuole sono il 20%, il doppio del Nord, e solo il 5,4% dei bambini può usufruire dei servizi per l’infanzia contro il 17% dei loro coetanei che vive al Nord. Inoltre, nelle regioni meridionali i posti letto per sanità e assistenza sono un terzo di quelli del Nord, crescono quindi le migrazioni sanitarie, e le famiglie in povertà assoluta sono il 10%, a fronte del 5,8% del Nord e del 5,3% del Centro.

Per la Confederazione “tornare a crescere significa affrontare l’enorme divario di sviluppo tra le diverse aree del Paese. Nell’azione di Governo manca però una visione complessiva delle esigenze dei territori, e le misure che propone, dall’autonomia differenziata alla flat tax, creano solo ulteriori diseguaglianze”. “Così come proposto nella Piattaforma unitaria, a Reggio Calabria rivendicheremo più investimenti pubblici per infrastrutture materiali e sociali e per la creazione di buona occupazione. Chiederemo inoltre vere politiche industriali, il rafforzamento delle amministrazioni pubbliche e la messa in sicurezza del territorio. Per unire il Paese e dare futuro al lavoro – conclude la Cgil – dobbiamo ripartire dal Sud”.