MANIFESTAZIONE NAZIONALE UNITARIA TERZIARIO, TURISMO, PULIZIE: INTERVISTA A CORRAINI: «ADESSO I CONTRATTI»

08/05/2007
      martedì 8 maggio 2007

      Pagina 11 – CAPITALE & LAVORO

        Commercio

          Corraini (Filcams): «Adesso i contratti»

            Tre milioni di lavoratori interessati: turismo, pulizie e terziario. Tanta precarietà e orari iper-flexi

              Roma
              Venerdì prossimo, 11 maggio, una maxi-assemblea di lavoratori del settore «commercio» (dal terziario al turismo, fino alle pulizie) ricorderà alle imprese e al governo la necessità di arrivare alla firma dei contratti. La manifestazione si terrà al Palalottomatica dell’Eur, a Roma; è indetta da Filcams, Fisascat e Uiltucs, ma non vedrà solo i delegati, come nei normali attivi: interverranno anche gli addetti del turismo e delle pulizie, quel giorno in sciopero generale. Si attendono oltre 4 mila lavoratori provenienti da tutta Italia. Abbiamo sentito il segretario generale della Filcams Cgil, Ivano Corraini, che ci ha aggiornato sull’andamento dei contratti.

              Quanti lavoratori sono interessati ai rinnovi contrattuali?

                Si tratta di oltre tre milioni di persone: 1.600.000 nel terziario, dai supermercati alle imprese di software, oltre 500 mila nelle pulizie e 1.200.000 nel turismo, dalle agenzie di viaggio ai grandi alberghi. Il contratto delle pulizie è già in ritardo di 24 mesi: sono in gran parte lavoratrici, con turni spezzati e con l’ansia continua della precarietà. Passano da un appalto all’altro, conservando il posto grazie alla clausola di garanzia, ma spesso diminuendo le ore settimanali: ad esempio da 30 a 25 ore. Noi per loro chiediamo di rafforzare la norma che impone ai committenti, spesso pubblici, di selezionare gli appalti in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – che tiene conto dei minimi contrattuali e della qualità del lavoro – e non del massimo ribasso. Ma le aziende pubbliche tagliano proprio queste voci di bilancio, e se ne fanno un vanto. Si pensi al lavoro delicato che fa chi pulisce le sale operatorie di un ospedale: è a rischio non solo il lavoratore, ma anche chi usufruisce di quel servizio.

                Avete difficoltà con le aziende? Che aumenti chiedete?

                  Per il biennio del turismo e delle pulizie chiediamo 90 euro, per il commercio 78. Le controparti magari si dicono disposte a firmare Avvisi comuni contro il massimo ribasso, ma arrivate al contratto si presenta il «muro». Prevale quella che io chiamo una «volontà revanchista»: cioè ci chiedono di applicare tipologie contrattuali che il governo si dispone ad eliminare, come il «lavoro a chiamata». E’ il caso del turismo: qui è già in vigore da anni l’istituto dell’«extra e surroga»: cioè, limitatamente ai servizi di banchetto, il lavoratore può essere chiamato per 1 o 2 giorni, e viene retribuito con le paghe contrattuali. Oltretutto ci sono tutta un’altra serie di regole di provenienza contrattuale, dei premi: invece le aziende chiedono il lavoro a chiamata tout court, e non solo per i servizi di banchetto. E dire che nel precedente rinnovo lo avevamo respinto, mentre oggi il job on call non lo usa quasi nessuno: per questo parlo di revanchismo.

                  Sugli orari che richieste ci sono?

                    Anche qui, variamente per i tre contratti, chiedono una completa liberalizzazione. Sulle pulizie vorrebbero l’applicazione del decreto 66 sugli orari, che permette di spalmare le medie su 3 o 6 mesi, con questo annullando la contrattazione con il sindacato e con le Rsu. Quanto al commercio e al turismo, noi già da tanti anni abbiamo il cosiddetto «orario multiperiodale», cioè si può fare una settimana, mettiamo 32 ore, e un’altra 44: si era reso necessario perché in settori come ad esempio le crociere, ci sono periodi di maggiore lavoro – stai sempre sulle navi – e periodi in cui non devi lavorare. Ma a fronte di questa flessibilità, gli addetti hanno periodi di rientro dal lavoro a fronte di quelli lavorati, o permessi retribuiti in più, oppure anche migliori trattamenti economici.Insomma, ci sono delle regole: la Confcommercio, invece, sia al tavolo del turismo che a quello del terziario vorrebbe applicare un 66 «secco», cioè liberalizzare la possibilità delle aziende di fissarti gli orari grazie all’opportunità di «spalmare» le medie, e non a fronte di una contrattazione e di una contropartita riconosciuta ai lavoratori.

                  An. Sci.