Manifestazione nazionale a Roma il 16 ottobre

21/07/2010

A sinistra se ne parla da settimane, ma nessuno aveva ancora preso l’iniziativa di proclamarla.
I metalmeccanici della Fiom, con la consueta franchezza, hanno deciso di muovere loro il primo passo: manifestazione nazionale a Roma, il 16 di ottobre, «per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero contratto nazionale». È naturalmente «aperta alla partecipazione sociale e all’opinione pubblica», e quindi diventerà il naturale approdo di tutte le forze che sentono l’urgenza di spingere Berlusconi giù dal trono. Il Comitato Centrale della Fiom –
alla fine della due giorni di riunione, a Roma – ha così di fatto aperto le mobilitazioni dell’autunno, stagione che stavolta promette davvero un clima sociale «caldo». La crisi sta mangiandosi redditi e occupazione dei lavoratori dipendenti, ma anche di molti «autonomi»; mentre ha già fatto strage dei precari di ogni tipo, persino nella pubblica amministrazione falcidiata dai «tagli» tremontiani. Logica previsione, dunque, quella di una manifestazione «di popolo», di grandi dimensioni. L’organo direttivo dei metalmeccanici Cgil ha anche eletto la nuova segreteria nazionale, accogliendo la proposta fatta da Maurizio Landini, fresco neosegretario generale. Solo quattro elementi, visto che Fausto Durante – leader dell’ala «epifaniana », minoranza in Fiom – ha deciso all’ultimo momento di non farne di nuovo parte. Entrano il segretario piemontese, Giorgio Airaudo, e il milanese Sergio Bellavita, fin qui segretario della categoria a Parma (sostituiscono Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi, giunti a fine mandato). Confermata Laura Spezia, che già ha ricoperto il ruolo per quattro anni.
Cremaschi è invece stato nominato presidente del Comitato Centrale. Le altre decisioni rilevanti riguardano – oltre allo sciopero del 23 nel gruppo Fiat, di cui si parla qui a fianco – la partecipazione alla giornata di mobilitazione europea decisa dalla Ces per il 29 settembre e il rinnovo di tutte le deleghe sindacali all’interno della Fiom. Si tratta, in concreto, della verifica di tutte le iscrizioni, mettendo fine alla pratica di mantenere le «iscrizioni a vita». Era una delle
richieste di trasparenza e democrazia fatte dalla mozione «la Cgil che vogliamo» all’ultimo congresso di Rimi; i metalmeccanici la mettono in pratica. Da sottolineare come tutte le decisioni siano state prese all’unanimità. Tranne quella sulla composizione della segreteria, dovuta a un intervento dello stesso Guglielmo Epifani nei confronti dei «suoi» componenti l’organo centrale della Fiom.Motivazione ufficiale: «Landini ha firmato per la mozione di minoranza al congresso ». Una scelta singolare, visto che a livello territoriale si fa dappertutto una «gestione unitaria». Ma in Fiom dicono che «in fondo va bene anche così: su tutte le scelte dimerito, sulle vertenze, non ci sono divisioni». Ed è questa, in vista dell’autunno, la cosa importante.