Manifestazione nazionale a Piazza Navona e Sciopero generale del comparto. Sintesi dell’intervento di Franco Martini, Segretario Generale Filcams-Cgil

17/11/2008

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

www.filcams.cgil.it

15 novembre 2008

Manifestazione nazionale a Piazza Navona e Sciopero generale del comparto
Sintesi dell’intervento di Franco Martini, Segretario Generale Filcams-Cgil.

Con lo sciopero di oggi, 15 novembre, le lavoratrici ed i lavoratori del settore del commercio (TDS, Terziario, Distribuzione e Servizi) proseguono la loro mobilitazione per respingere i contenuti dell’accordo separato per il rinnovo del Ccnl, siglato a luglio da Confcommercio, Confesercenti e Cisl e Uil di categoria.
La Filcams Cgil non ha sottoscritto quell’intesa perché peggiorativa delle normative vigenti. In particolare, sul lavoro domenicale, l’intesa separata recepisce sostanzialmente le richieste della controparte.
Da tempo, infatti, Confcommercio e Confesercenti inseguivano la modifica della norma contrattuale, che affida al secondo livello di contrattazione, quello aziendale e territoriale, il compito di concordare i calendari delle aperture domenicali.
Tale procedura è solo formalmente mantenuta nell’intesa separata, che individua nei quattro mesi successivi all’intesa stessa il periodo entro il quale esercitare tale funzione.
In realtà, quell’intesa sancisce di fatto l’obbligatorietà della prestazione lavorativa alla domenica, prevedendo, inoltre, un peggioramento del trattamento normativo, con un forte risparmio per le aziende ed una riduzione del trattamento salariale per i lavoratori per i quali non potrà essere agita la contrattazione di secondo livello.
Altrettanto negativo è il giudizio della Filcams sulla soluzione individuata per gli apprendisti, poiché scarica sulla fascia più debole la riduzione dei costi da parte delle aziende, alimentando una divisione fra vecchi e nuovi assunti.
La Filcams non è contraria al lavoro domenicale in quanto tale, questa è solo una rappresentazione grottesca della realtà. La Filcams combatte l’idea e la pratica di un regime degli orari nel commercio in balia della liberalizzazione delle aperture, voluta dagli Enti Locali, e della mano libera delle aziende, soprattutto nella grande distribuzione, perché non può che produrre un peggioramento delle condizioni di lavoro.
Non è scaricando sul fattore lavoro che le imprese della distribuzione e l’intero settore potranno rispondere alla crisi in atto. L’iniziativa della Filcams intende per questo essere parte della mobilitazione lanciata dalla Cgil a sostegno della piattaforma contro la crisi, che nel settore si manifesta con particolare gravità per effetto del crollo dei consumi.
La crisi del settore si combatte, da un lato, difendendo il potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensioni, per favorire il rilancio dei consumi; dall’altro, ammodernando il settore, la sua rete distributiva, la qualità dei prodotti, attraverso gli indispensabili processi innovativi delle aziende ed il ri-orientamento dei consumi, rispettoso anche della sostenibilità dello sviluppo. Per questa via, inoltre, è possibile favorire una politica dei prezzi estranea alle manovre speculative.
Lo sciopero generale del settore, dunque, si propone di respingere il tentativo di dividere la categoria e le organizzazioni sindacali, voluto da Confcommercio e Confesercenti, rilanciando il ruolo della contrattazione e su questo terreno ricostruire le condizioni per l’azione unitaria dei sindacati.

vanna palumbo