Manifestazione Fiom a Bologna. Camusso contestata perchè non cita lo sciopero generale

28/01/2011

Oltre 30 mila persone hanno sfilato questa mattina per le vie di Bologna per la manifestazione della Fiom che ha anticipato la mobilitazione di domani in tutta Italia. Nel capoluogo emiliano i metalmeccanici, in primo luogo il segretario Maurizio Landini, sono tornati a chiedere subito alla Cgil lo sciopero generale. Una eventualità a cui però, dal palco allestito in piazza Maggiore, non ha fatto cenno la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. Per questo, dalla piazza, sono arrivati dei fischi (oltre che applausi) all’indirizzo della leader confederale.
L’intervento di Susanna Camusso
«Siamo oggi in piazza – ha detto la Camusso – perché pensiamo che il Contratto nazionale di lavoro deve rimanere l’unico strumento di tutela dei diritti dei lavoratori e anche di governo delle loro condizioni» quindi, sottolinea, «bisogna fermare tutti i tentativi di imitazione o di proposta che vogliono sottrarre il contratto nazionale ai lavoratori», inoltre i metalmeccanici «devono avere il diritto, come tutti i lavoratori italiani, di eleggere i loro rappresentanti e di scegliere il loro sindacato».

«No a contratti aziendali»
Rivolgendosi a Federmeccanica
e all’ipotesi di alternare il contratto collettivo nazionale a quello aziendale, la dirigente sindacale ha dichiarato che «sbagliano per la quarta volta» precisando che, «sarebbe il quarto errore dopo il contratto separato, le deroghe e l’idea di inventarsi un nuovo contratto». Al Governo, ed in particolare al Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il segretario generale Cgil, ha detto «invece di fare i tifosi di un presunto cambiamento positivo, che invece è solo un peggioramento, aprano subito un tavolo in cui si capisca quali siano i piani industriali della Fiat». All’azienda e ai «sostenitori di quel modello», la leader Cgil chiede di riflettere sul risultato del referendum di Mirafiori e di pensare a quei lavoratori che dovranno subirne le conseguenze e che con coraggio hanno detto no all’accordo. «Riflettano – ha aggiunto Camusso – sul fatto che le fabbriche non sono caserme» e i lavoratori «devono condividere l’organizzazione del lavoro».
Cremaschi deluso dall’intervento del segretario Cgil
Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale e del comitato centrale della Fiom, giudica però «assolutamente deludente l’intervento» del segretario generale della Cgil. «Di fronte a una piazza che era unita nel reclamare lo sciopero generale – ha proseguito – la segretaria generale della Cgil ha ostentatamente ignorato la parola». Secondo cremaschi, «c’é da chiedersi dove voglia andare la segreteria della Cgil, in un momento in cui la grande maggioranza dei lavoratori e sicuramente degli iscritti all’organizzazione chiede e vuole lo sciopero generale. È evidente che le cose non vanno e che subito dopo lo sciopero dei metalmeccanici si deve aprire un confronto vero nella confederazione».

La mobilitazione delle tute blu
Domani protestano le tute blu della Fiom per lo sciopero generale di 8 ore della categoria contro l’attacco ai diritti sindacali e dei lavoratori portato dagli accordi separati su contratto nazionale e deroghe per il settore auto e dalle intese per gli stabilimenti Fiat di
Pomigliano d’Arco e Mirafiori.
Per i metalmeccanici della Cgil si tratta di un’iniziativa «necessaria» perché «siamo di fronte a un atto antisindacale, antidemocratico e autoritario della Fiat che non ha precedenti nella storia del paese». La protesta si articolerà con manifestazioni regionali che si svolgeranno non nei rispettivi capoluoghi, ma in zone industriali caratterizzate dalla presenza di impianti o sedi del gruppo Fiat o dalla presenza di aziende in cui sono in corso lotte a difesa del posto di lavoro. In Emilia-Romagna, lo sciopero è stato anticipato a oggi. La manifestazione principale si è tenuta a Bologna con i comizi dei leader della Cgil, Susanna Camusso, e della Fiom, Maurizio Landini. Con le tute blu in piazza sono scesi anche gli studenti, i movimenti e le forze politiche della sinistra.
Le iniziative previste
Tra le principali manifestazioni in programma domani, riflettori puntati su Torino dove il corteo di lavoratori e studenti partirà da Porta Susa per dirigersi in piazza Castello dove è previsto il comizio del segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo. Il leader delle tute blu della Cgil, Landini, sarà invece a Milano. A Bolzano è previsto un presidio davanti allo stabilimento Iveco, mentre a Udine il comizio si terrà di fronte alla sede di Confindustria. Iniziative inoltre a Massa davanti allo stabilimento della Eaton; a Perugia di fronte alla locale concessionaria Fiat; a Cassino vicino alla stazione ferroviaria; a Termoli, dove ha sede uno stabilimento del gruppo Fiat; a Pomigliano D’Arco, sede dello stabilimento auto del Lingotto; a Melfi nella cui zona industriale (San Nicola di Melfi) ha sede il più grande stabilimento Fiat auto del Mezzogiorno; e a Termini Imerese, dove c’è l’impianto auto che la Fiat intende chiudere a dicembre di quest’anno.