MANIFESTAZIONE EUROPEA – NIZZA 6..12.2000 – APPELLO CES

    Dipartimento Internazionale CONFEDERAZIONE

                GENERALE
                ITALIANA
                DEL LAVORO

                                    Roma, 7 novembre 2000

    Prot n° 2000P306/on

                                    A tutte le strutture CGIL
                                    /LORO SEDI/

    Oggetto: MANIFESTAZIONE EUROPEA DI NIZZA – 6.12.2000

    Care compagne, cari compagni,

    vi inviamo in allegato il testo dell’appello della CES per la manifestazione di Nizza e il documento sulla Carta dei diritti fondamentali approvato dal Comitato esecutivo della CES il 26 ottobre.

    Fraterni saluti.

                                        Giacomo Barbieri
                                    Coordinatore del dipartimento

    ALLEGATI

    Appello della Confederazione Europea dei Sindacati
    per la manifestazione europea di Nizza
    del 6 dicembre 2000

    L’Europa pone troppo al centro le questioni dei mercati e dei capitali.

    L’Europa non si preoccupa in modo sufficiente dell’occupazione, delle persone, di una vita degna e della solidarietà. Occorre che questa situazione cambi radicalmente.

    La disoccupazione continua a colpire milioni di europei, soprattutto giovani e donne. In Europa il 9% dei lavoratori e delle lavoratrici sono senza lavoro. Il 18% dei cittadini dell’Europa vivono nella povertà. Alla disoccupazione si accompagnano la precarietà dei posti di lavoro, la disuguaglianza tra uomini e donne nelle retribuzioni e nelle condizioni di lavoro, l’indebolimento della protezione sociale e una crescita continua dell’esclusione sociale.

    La CES è convinta che esistano in Europa tutte le condizioni necessarie per intraprendere una svolta verso una politica per la piena occupazione. La piena occupazione, basata su una crescita durevole e sostenuta, incoraggiata a sua volta da una politica coordinata su scala europea in materia di investimenti pubblici, di fiscalità, di innovazione, di formazione continua durante tutta la vita e di pari opportunità, dovrebbe diventare la prima delle priorità dell’Europa.

    Riavvicinare l’Europa ai suoi lavoratori e ai suoi cittadini è essenziale. Bisogna fare dell’Unione europea un’Europa sociale e un’Europa dei cittadini. Per questo risultato sono necessari i diritti politici e sociali. I diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, e più in particolare quelli dei loro sindacati, devono essere pienamente riconosciuti. I diritti politici, i diritti civili, i diritti sociali e i diritti sindacali formano un insieme indivisibile di diritti.

    Il diritto dei sindacati di promuovere azioni al di là dei confini nazionali è un diritto altrettanto naturale della libertà di circolazione delle merci attraverso le frontiere nazionali e della libertà di circolazione dei capitali. Abbiamo un mercato unico, un’economia integrata e una moneta comune, Di conseguenza è logico e importante garantire a livello europeo il diritto alla contrattazione collettiva, all’azione sindacale e allo sciopero. Questi diritti devono avere il loro ancoraggio nel Trattato dell’Unione europea.

    Il Vertice di Nizza deve decidere su una Carta dei diritti fondamentali. Il testo di questa Carta rappresenta un passo in avanti nella direzione giusta. Ma non è niente di più di un passo e di un passo nemmeno troppo lungo.

    I lavoratori dell’Europa si attendono una Carta dei diritti, che abbia un carattere giuridicamente vincolante e sia integrata nel Trattato e che quindi non sia soltanto una dichiarazione solenne. La CES chiede con forza al Vertice di Nizza, che decida di fare riferimento alla Carta direttamente nel Trattato, che adotti un calendario preciso e una procedura chiara per fissare il momento e il modo di incorporare nel Trattato una Carta migliorata nei suoi contenuti.

    Per riavvicinare l’Unione europea ai suoi cittadini e ai suoi lavoratori le decisioni devono essere efficaci e trasparenti. E’ indispensabile che l’Unione riformi le sue procedure decisionali. Il diritto di veto è diventato un fattore di blocco, che impedisce all’Unione di avanzare nella direzione del progresso sociale. La decisione a maggioranza deve diventare la regola nel campo della politica sociale europea.

    Per far comprendere questo messaggio ai capi di stato e di governo, per spingerli a passare dalle parole all’azione, la Confederazione Europea dei Sindacati convoca una manifestazione a Nizza il 6 dicembre.

    La CES chiede al Vertice di adottare un programma d’azione sociale di ampia portata, di avviare la promozione dello sviluppo della politica sociale dell’Unione europea per i prossimi cinque anni, di concretizzare i principi e i diritti presenti nella Carta, di creare un maggior numero di posti di lavoro di migliore qualità e di combattere le discriminazioni , le disuguaglianze e l’esclusione sociale.

    Dichiarazione della CES sulla proposta di Carta dei diritti fondamentali
    in vista del Vertice di Nizza

    (votata dall’Esecutivo della CES, il 26 ottobre 2000)

    1.La CES considera che la proposta di Carta della Convenzione sia un importante passo in avanti verso un’Europa sociale e dei cittadini. La mobilitazione, comunque, deve continuare fino alla completa realizzazione di questo obiettivo. La versione finale della Carta contiene alcuni miglioramenti resi possibili dalla campagna della CES e dalla sua reazione contro la precedente, inaccettabile proposta. L’obiettivo strategico della CES resta una Carta pienamente efficace e legalmente vincolante, incardinata nel Trattato dell’UE. Per la CES, il contenuto dei diritti e lo statuto della Carta sono intrinsecamente collegati.
    2.La CES esprime la sua soddisfazione per il fatto che la Carta consacri l’indivisibilità dei diritti politici, civili, sociali e sindacali e nota che i diritti prioritari proposti dalla CES sono ormai ampiamente ripresi nella Carta, compresi i diritti sindacali, i diritti di informazione e di consultazione, di eguaglianza e di non discriminazione, così come la proibizione del lavoro dei minori, la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e la libertà di circolazione. La CES lamenta, invece, che altri diritti compresi nella Carta sociale europea riveduta del Consiglio d’Europa, come il diritto ad un reddito minimo, non siano stati presi in conto nella Carta.
    3.Anche se la selezione dei diritti sociali inseriti nella Carta riflette un’interpretazione restrittiva dei diritti esistenti e se i diritti sociali sono formulati in un modo che limita la loro portata, la Carta europea conferisce un valore aggiunto alla situazione attuale. Il riconoscimento esplicito dei diritti sindacali, compresa la loro affermazione a livello europeo, può aiutare a superare alcune delle attuali incertezze. E’ particolarmente importante che, nel quadro del mercato interno e dell’integrazione economica, la Carta consacri i diritti sindacali anche a livello dell’Unione e a livello transfrontaliero.
    4.La CES, tuttavia, lamenta le lacune più evidenti per quanto attiene alla piena capacità dei sindacati di agire attraverso i confini nazionali senza limitazioni; a ciò bisognerà porre rimedio, nella procedura che farà seguito a Nizza, per assicurare che i diritti sindacali siano considerati a pieno titolo, nel quadro del mercato interno, una “quinta libertà” senza restrizioni anche con modalità che facciano salvi i sistemi nazionali di contrattazione collettiva.
    5.La CES deplora che il Vertice informale di Biarritz non abbia deciso di iscrivere l’integrazione immediata della Carta all’ordine del giorno della GIC, né abbia emesso una raccomandazione sullo statuto futuro della stessa Carta, né abbia proposto una chiara procedura di monitoraggio dell’applicazione.
    6.La CES sottolinea l’importanza di assicurare l’integrazione vincolante della Carta nel Trattato dell’Unione; una solenne proclamazione politica sarebbe ovviamente riduttiva rispetto agli obiettivi e alle aspettative sorte a seguito del Vertice di Colonia, quando si è dato avvio alla procedura di definizione delle Carta. In gioco è la credibilità del Consiglio. Una proclamazione politica solenne che esulasse dall’inserimento nel Trattato sarebbe facilmente vista, dai lavoratori e dai cittadini, come un segnale negativo, nel momento in cui ci sarebbe bisogno, invece, di un autentico riconoscimento dell’UE come entità che poggia su valori comuni e che da’, a questi ultimi, la stessa priorità che assegna alla cooperazione economica. Tale situazione potrebbe perfino essere percepita come un arretramento, se comparata ai riferimenti che fa il Trattato attuale agli strumenti del Consiglio d’Europa e alla Carta comunitaria del 1989.
    7.La Convenzione ha redatto la Carta “come se” dovesse rivestire un carattere vincolante e, sulla base di questo approccio, ha curato attentamente la formulazione dei diritti. La CES apprezza le dichiarazioni inequivocabili del PE e della Commissione al riguardo e chiede loro di sostenere, a Nizza, che la consacrazione della Carta sia accompagnata dalle relative decisioni attinenti alla sua applicazione.
    8.Il Consiglio di Nizza deve, come minimo, decidere : primo, di accettare che l’obiettivo è di integrare i diritti in modo legalmente vincolante; secondo, di decidere su una procedura e su un calendario che conduca a questo risultato; terzo, di far riferimento, nell’articolo 6, paragrafo 2 del Trattato dell’UE, alla Carta, riprendendo gli elementi indicati nel paragrafo 5 del preambolo della Carta stessa; quarto, di integrare, nell’articolo 136, un nuovo paragrafo relativo ai diritti sindacali (libertà di associazione sindacale, di contrattazione collettiva e di azione collettiva) basato sull’articolo 12, paragrafi 1 e 28 della Carta dell’UE.
    9. La discussione all’interno della Convenzione ha pure confermato e sottolineato in modo estremamente chiaro la natura dinamica dei diritti fondamentali. L’inserimento di nuovi diritti nell’ambito delle biotecnologie ne è un chiaro esempio. Di conseguenza, uno degli elementi da decidere è una procedura di monitoraggio che tenga conto di una prospettiva evolutiva dei diritti stessi. Tale procedura dovrebbe anche rappresentare un’opportunità per far evolvere e migliorare, in seguito, il contenuto della Carta.
    10.In quest’ottica, la CES chiede con forza agli Stati membri di ratificare la Carta sociale europea riveduta del Consiglio d’Europa.
    11.La CES sottolinea la primaria importanza che i diritti fondamentali, compresi i diritti sindacali, siano effettivamente riconosciuti dall’UE, alla luce del processo in corso di allargamento e approfondimento dell’integrazione.
    12.La CES insiste sul legame tra la Carta sociale e l’Agenda sociale per quanto attiene all’applicazione di diritti programmatici. L’adozione a Nizza di una “Agenda sociale” forte e ben mirata è un elemento importante per dare effettività a questi diritti.