MANIFESTAZIONE DEL 14 NOVEMBRE – L’ADESIONE DELLA FILCAMS

13/11/2009

13 novembre 2009

Manifestazione del 14 novembre – l’adesione della Filcams

La Filcams Nazionale aderisce alla manifestazione nazionale “Il lavoro e la crisi: esigiamo delle risposte”, organizzata dalla Cgil per il 14 novembre prossimo per sostenere il lavoro e sottolineare che “il peggio della crisi non è affatto alle nostre spalle”.
“Una crisi senza precedenti si sta abbattendo sul settore del terziario” dichiara Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil “che sta risentendo pesantemente della contrazione economica.”
Dalle grandi catene alberghiere alle imprese di pulizie, dai maggiori marchi di distribuzione alle agenzie di lavoro interinale, sono più di 33000 i lavoratori in cassa integrazione, mobilità o con contratto di solidarietà.
Nel commercio, la contrazione dei consumi ha indotto sia le grandi, che le piccole imprese di distribuzione a ridurre il personale aumentando la flessibilità dell’orario di lavoro: sono circa 15000 coinvolti nella crisi, di cui 3000 con contratto di solidarietà, più di 2000 in mobilità e quasi 4500 in cassa integrazione.
Nel turismo, dove il mercato è già fortemente vincolato alla stagionalità che concentra viaggi e vacanze solo in alcuni periodi dell’anno, la crisi economica ha messo in moto ed incrementato il meccanismo delle esternalizzazioni dei servizi. Aziende turistiche o grandi strutture alberghiere affidano l’organizzazione della maggior parte delle attività a ditte esterne, rimanendo con il semplice ruolo di coordinamento. I lavoratori passano, dunque, alle dipendenze delle nuove società o cooperative, ma con meno tutele e maggiore precarietà.
Il sistema degli appalti di servizi, caratterizza il settore delle pulizie, della ristorazione e della vigilanza privata, ma in questa fase economica difficile, si sta trasformando in un escamotage aziendale per ridurre i costi; una corsa cioè al massimo ribasso. Le società e le cooperative che partecipano alle gare per il conferimento degli appalti, pubblici o privati che siano, fanno offerte economiche sempre più basse per aggiudicarsi le gare, con pesanti conseguenze per i lavoratori (diminuzione dell’orario di lavoro, precarietà economiche e riduzione degli stipendi).

Diminuisce sia la qualità che la professionalità del lavoro e le imprese, attanagliate dalla crisi economica, puntano solo al contenimento dei costi, non tenendo conto delle conseguenze di alcune scelte poco attente al “dopo crisi”, poco lungimiranti.
“La crisi si sta traducendo in un attacco a tutta la contrattazione di secondo livello” sostiene Martini “è il terreno sul quale le imprese cercano il contenimento dei costi”.
“È il momento più importante” prosegue il segretario “è il momento in cui dobbiamo essere concreti per dare ai lavoratori delle risposte realistiche. Dobbiamo combattere la precarietà dei rapporti di lavoro, ma allo tempo stesso definire un nuovo modello organizzativo e di sviluppo più ambizioso che ci permetta di uscire dalla crisi, proiettandoci in un futuro con più certezze.”