Manieri a un passo da Parmatour

18/11/2003



MFBorse & Borsini
Numero
228, pag. 9 del 18-11-2003
di Rosario Dimito

Tra oggi e domani versamento di 150 milioni in aumento di capitale, pari al 60%. TRe posti in cda.
Manieri a un passo da Parmatour

L’acquirente è un facoltoso operatore di origini pugliesi con interessi in Argentina e Usa. Attesa fideiussioni della Popolare Intra su un conto Cariparma. Call a due anni


Tra oggi e domani Calisto Tanzi vende Parmatour, il gruppo turistico di sua proprietà (marchi Going, Sestante, Chiariva, Club vacanze). L’acquirente, secondo quanto risulta a MF, sarebbe un illustre sconosciuto: Luigi Antonio Manieri, un facoltoso operatore finanziario di circa 60 anni, di origini pugliesi con non meglio precisati interessi in Argentina e Usa. Nelle prossime ore, Manieri dovrebbe esibire una fideiussione della
Popolare di Intra, l’istituto attraverso il quale farebbe transitare i 150 milioni di euro da versare in aumento di capitale di Parmatour a lui riservato che gli frutterà una partecipazione di circa il 60%. La liquidità dalla Intra verrebbe versata in un conto corrente intestato a Parmatour presso Cariparma. Il restante 40% del gruppo turistico resterebbe alla famiglia dell’industriale di Collecchio. Ma Manieri avrebbe un’opzione call da esercitare in due anni. Il finanziere pugliese-argentino sarebbe assistito dallo studio notarile romano Cordasco. Tanzi avrebbe come advisor il fedelissimo Fausto Tonna e l’avvocato Gian Paolo Zini, uno dei suoi legali di fiducia. Zini è l’avvocato trovatosi al centro dell’affaire Epicurum, il fondo caymano nel quale il patron di Parmalat aveva investito parte della liquidità e da cui si è subito ritirato: il legale, come ha precisato a MF, svolgeva un ruolo solo a favore del gruppo italiano. Tonna invece, è ora consulente per le strategie di Tanzi, dopo che a marzo scorso era strato sollevato dall’incarico di cfo per l’annuncio flop dell’emissione d un bond da 300-500 milioni mai lanciato perché il mercato ne aveva bocciato le intenzioni.

Se Manieri dovesse formalizzare l’acquisizione avrà diritto di nominare tre consiglieri su cinque: potrebbe restare al suo posto l’a.d. Roberto Tedesco ma uscirebbe di scena il presidente Romano Bernardoni, un industriale che oltre alla poltrona in Parmatour ha varie iniziative autonome.

Per perfezionare l’ingresso del nuovo azionista, però, Tanzi potrebbe avere bisogno dell’avallo del pool di banche che alla fine di aprile aveva accettato il restructiring sui 311 milioni di debiti rimodulati in varie forme fino a cinque anni. A fronte dell’allungamento delle scadenze, Tanzi si era impegnato a versare 101 milioni di euro. Il pool di banche è guidato da Capitalia (73 milioni), Mps (49 milioni), Centrobanca (38,5 milioni), Popolare Lodi (26,2 milioni). Rispetto alla tabella di marcia concordata, Parmatour sarebbe già in ritardo: il rosso previsto per fine anno sarà più alto dei 22 milioni e potrebbe superare i 30 milioni.

L’operazione Manieri sarebbe stato un blitz condotto da Tanzi mentre Bernardoni stava negoziando con Massimo Caputi, a.d. di Sviluppo Italia l’ingresso di Parmatour nel polo del turismo formato, oltre che dalla società del tesoro, anche da Alpitour, Cit e Valtur. Non è chiaro se comunque, Parmatour formato Manieri finirò nell’orbita di Sviluppo Italia.