“Malore” Il corpo del Cavaliere

27/11/2006
    luned� 27 novembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    Parlando del male vinto nel ‘97 disse
    �La sinistra l’ha usato per colpirmi�

      Malore

        Il corpo
        del Cavaliere

        Il jogging, i lifting, le ragazze e il culto di s�
        Ma anche la decadenza, da celare finch� possibile

          La storia
          Politica come fisicit�

            Jacopo Iacoboni

              Un semplice collasso, per fortuna. Ma quanti corto-circuiti in quei minuti, e quante associazioni attorno a quel corpo.

              � stato Silvio a trasformarlo nel pi� simbolico ostensorio della politica, ma anche lui a incarnarne ogni possibile ribaltamento. Perch� il corpo � ambivalente, Giano bifronte nella video-politica, vittoria e sconfitta, i lifting e la retorica sulla propria �immortalit� tecnica�, certo, ma anche la malattia, il cancro, l’uso spietato che ne fecero gli avversari, quindi la nemesi della guarigione esibita come �trionfo della volont�. Il ‘97 e quel palco con Albertini

              Ne ha passate di peggiori, il corpo di Silvio; ma anche di migliori. Sempre su un palco, nel ‘97 a Milano, stava presentando la campagna di Gabriele Albertini e chi gli era vicino in piazza Duomo ora ricorda �era pallido, sfinito�. �La mattina dopo dovevo entrare in sala operatoria, non riuscivo a non pensarci, temevo che il male fosse incurabile�, rivel� tre anni dopo il Cavaliere a Mario Calabresi. Spieg� che in quella vicenda l’uomo che gli fece capire tutto era stato don Antonio Zuliani, un prete salesiano con cui era andato a scuola da ragazzo. Erano in Veneto, nella comunit� per tossicodipendenti di don Gigi Vian, e Zuliani spinse Silvio a parlare: �Conf�dati ai ragazzi, se racconti come il tuo corpo ha reagito capiranno che possono reagire anche loro alla droga�. E il Cavaliere questo fece, si raccont�, �se ce l’ho fatta io potete farcela anche voi�; come del resto aveva sempre fatto prima, nella vittoria.

              Le Bermuda e il fisico trionfante
              Ci sono immagini berlusconiane che quasi traducono Regis Debray de “Lo stato seduttore”, il corpo che deve essere tonico, abbronzato, liscio, e naturalmente sportivo. Quanta differenza tra quella mano sinistra alla quale ieri s’aggrappava un Silvio pallidissimo e la sgambata sorridente delle Bermuda, con i suoi fedelissimi. Era una foto involontariamente programmatica; ma era, anche, il 1995, undici anni fa. Non che stia invecchiando, non lo si vorrebbe pensare. Per� c’� come un conflitto tra gli anni e l’istintiva tendenza di Silvio a scacciare anche solo l’idea stessa del male, se � vero che ieri persino mentre si sentiva venir meno ha provato fino all’ultimo a non darlo a vedere, �… ed ora scusate, la commozione ha prevalso, ed io…�.

              Il 2001 e il male �usato dai nemici�
              Aveva fatto lo stesso con un nemico molto peggiore: per tre anni – tanto � durata la terapia – tenne nascosto il tumore. �Un leader politico ha degli avversari, e molti sono pronti ad approfittare di ogni debolezza. Per questo ho dovuto tenere duro, ho continuato ad andare in pubblico e mettermi sotto a lavorare come prima, per non farlo vedere a nessuno�. In realt� negli ultimi tempi qualcuno se n’era accorto. Frasi del 2000 durante la lunga corsa elettorale che vide poi Berlusconi trionfare nel 2001. D’Alema: �Si vede che sta male, gli siamo umanamente vicini�. Rutelli: �Ci auguriamo di poter battere un leader dell’opposizione in piena forma�. Ma il sospetto circolava, pi� acre della gramigna: Silvio sta male; non affidatevi a uno cos�. Cos� era quasi ovvio che la malattia scongiurata fosse poi impugnata dal Cavaliere, che nel 2001 aveva preso a parlarne anche con i passanti, �vedete che ce l’ho fatta?�.

              Il corpo dei leader
              Ora, c’� una lunga casistica di leader che hanno visto il proprio corpo flettersi, pi� o meno in pubblico, dall’ictus di Antonio Segni nel ‘64 all’emorragia di Enrico Berlinguer nell’84 a Padova, dal cedimento di Beniamino Andreatta alla Camera all’attacco di diabete acuto di Craxi nella notte di capodanno del 2000 (pare che fosse, ironia della storia, in compagnia di Berlusconi). C’� chi (Federico Boni) ha studiato il corpo dei leader mondiali legandolo alla malattia, i mal di schiena di Kennedy, i calcoli renali di Lyndon Johnson, il fegato di Eltsin, Bush che vomita in diretta tv sul premier giapponese… Il punto � che nessuno di loro come Berlusconi ha eretto la rappresentazione fisica a quintessenza di una politica, e quasi una visione del mondo. Di certo a Silvio � capitato col cancro quello che successe a Natta, che nell’88 ebbe un infarto e, in seguito, scrisse nel suo diario: �I colpi dell’infarto li posso parare, ma quelli subiti dal partito no. Questo malanno � una fortuna, un buon motivo per licenziarmi, o per essere licenziato�. Anche con Berlusconi ci provarono; senza riuscirci. Eppure in un certo senso li aveva autorizzati lui.

              Il corpo rifatto
              � stato lui a sfoggiare i trasbordi volanti da un gommone all’altro in Sardegna, a farsi immortalare con bandana e fisicaccio assieme a Blair, a edificare la leggenda del lifting, poi sublimato in trapianto di capelli. Se n’� favoleggiato per almeno tre volte. Nel maggio ‘96 spar� per giorni e quando torn� disse che era stato punto da un ragno. Nel 2000 gir� voce di un suo volo a Parigi dallo stesso chirurgo di Emilio Fede, a rifarsi gli occhi. Nel gennaio del 2004 il medico Scapagnini rivel� alla Stampa il pacco dono del lifting natalizio.

              � un corpo, prima che un uomo, condannato a vivere di vita ulteriore oltre la vittoria e persino la sconfitta. A Silvio viene un po’ di pancia e Novella 2000 nel ‘98 lo fotografa a Portofino e ironizza, �ormai � un comune mortale�. Fa circolare l’album di famiglia e nel 2004 �Chi� spiattella la foto giovanile in bicipite e costume. � in Sardegna a correre per Villa Certosa con Fede e qualcuno invece dei muscoli suoi sbircia la chioma della bionda Francesca Impiglia dietro di loro… Il corpo come croce berlusconiana, ma anche la pi� gustata e ostentata delizia.

              La cura del s�
              Occorre, certo, difenderla; anche col rispetto dei momenti di debolezza. Talvolta � Silvio stesso che riesce a ribaltarli, come al convegno di Confindustria quest’anno a Vicenza, quando si present� con le stampelle e poi, galvanizzatosi, a momenti le tirava addosso alla parte di platea confindustriale a lui pi� ostile. Di sicuro lotta; ogni tre mesi viene ormai avvistato dall’infermiera del San Raffaele, dove si reca per accurati check up; e quest’estate a settembre, Porto Rotondo, lo si � incontrato all’uscita della farmacia. Salut�, cordiale come sempre. Aveva comprato medicine per il cuore ma anche trattamenti d’urto al caviale per le pelle del viso, brevettati da La Prairie. Il corpo come trappola, il corpo come la pi� meravigliosa delle risorse telepolitiche.