Malerba torna all’utile e rileva Brigatti sport

06/12/2001

Il Sole 24 ORE.com



    La società di calze rilancia il marchio milanese

    Malerba torna all’utile e rileva Brigatti sport
    A.Ba.
    MILANO – Resterà poco tempo senza casa, Brigatti, lo storico negozio milanese di abbigliamento e attrezzature sportive. Da febbraio, il palazzetto di corso Venezia passerà a Dolce & Gabbana, ma Brigatti avrà presto un altro punto vendita. Lo creerà Malerba: ieri ha acquisito dalla famiglia milanese i diritti per il marchio Brigatti con cui vuole sviluppare una linea di abbigliamento che esordirà nell’autunno del 2002. Sarà realizzata dalla divisione abbigliamento della Malerba, destinata a ripartire da zero, dopo che a fine anno perderà la licenza Missoni sport, che vale un giro d’affari di circa 15,5 milioni di euro (30 miliardi di lire). Con l’abbigliamento si completa l’operazione guidata da Guido Scalfi, che già aveva acquisito il core business della Malerba, vale a dire la produzione di calze, e le società tedesca e spagnola del marchio. Adesso ha esercitato l’opzione sulla divisione abbigliamento, che si occupa di stile e prototipi e delega all’esterno la produzione. Oggi Scalfi è il presidente di Malerba, di cui controlla il 51% attraverso la Esfin, mentre il resto appartiene alla Ditex della famiglia Malerba. Il primo anno di Scalfi si sta chiudendo con un fatturato di 33,5 milioni di euro (circa 65 miliardi di lire), con le sole calze, con un margine operativo lordo di circa 10,3 milioni di euro (20 miliardi di lire) e un utile netto di 516mila euro (intorno a un miliardo di lire). La ristrutturazione ha dimezzato l’organico a poco più di duecento persone e ha riportato i conti in nero: «Nel ’99 – spiega Scalfi – la società aveva una perdita di 17 miliardi di lire (8,8 milioni di euro) e l’anno scorso di altri 9 miliardi (4,6 milioni di euro)». Adesso Scalfi pensa a crescere. «Nell’abbigliamento, stiamo per firmare una licenza per una linea sport e siamo in trattative con un altro marchio. Speriamo di concludere presto». L’anno prossimo l’obiettivo è di cento miliardi di lire (51,6 milioni ), «dovuti per il 15-20% all’abbigliamento e per l’80% alle calze e al nuovo progetto di intimo. A gennaio – aggiunge Scalfi – presenteremo la linea maschile e a settembre quella femminile: sarà una collezione completa che produrremo in laboratori esterni, nell’area di Castelgoffredo». Dalla stessa zona arrivano i collant venduti dalla Malerba, che invece produce le altre calze (da uomo, da bambino e da donna) nello stabilimento di Castelnuovo Valsugana, in Trentino.
    Giovedí 06 Dicembre 2001
 
|