Maledetta «Officina 81»

19/03/2003



                19 Marzo 2003
                Maledetta «Officina 81»
                Assemblea dei disperati della Tnt che gestisce servizi e ricambi per la Fiat
                EZIO VALLAROLO
                TORINO
                La storia dell’officina 81 della Tnt è emblematica del dramma che migliaia di lavoratori stanno vivendo in questi giorni. Una vicenda che ha radici lontane nel tempo, un’odissea iniziata per alcuni nell’ottobre del 1980 e rimasta aperta fino ad oggi. Per fare una valutazione comune sulla situazione occupazionale della Tnt, azienda che gestisce servizi e ricambi per Fiat a Mirafiori e negli stabilimenti di None e Volvera, si sono incontrate, presso il Comune di None, le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic per i metalmeccanici e per la categoria del commercio la Filcams, Fisascat e Uiltucs più le Rsu aziendali. Questo perché i contratti a cui sono sottoposti i lavoratori sono diversi a seconda dello stabilimento. La discussione ha evidenziato che la Tnt, in tutti gli stabilimenti, si caratterizza per una gestione degli organici che punta all’espulsione di manodopera a tempo indeterminato per sostituirla massicciamente con contratti a termine e interinali. Negli stabilimenti della Fiat Auto di Mirafiori – dove i dipendenti della Tnt PL sono circa 1600 – dal 2 di gennaio interviene la cigs a zero ore per 665 dipendenti. Di questi, 450 erano addetti proprio all’officina 81 – nata nel 1998 con il compito di confezionare ricambi – la cui intera produzione oggi è stata trasferita alla Ilmed di None, dove sono presenti le cooperative che hanno assorbito la lavorazione. Negli stabilimenti di Volvera e None la Tnt, su un organico di circa 900 unità, utilizza massicciamente contratti atipici, di cui 78 a termine e 103 interinali.

                Tra i lavoratori in cassa dall’inizio dell’anno c’è anche Salvatore Brescia, una vita passata a Mirafiori, prima come dipendente Fiat e poi in conto alla Tnt. «Quello che questa azienda ha fatto – sottolinea Brescia, uno dei leader del Coordinamento Cassintegrati di Mirafiori – va denunciato. L’Officina 81 è per noi diventato un nome famigerato: negli ultimi 4 anni sono riusciti a concentrarvi, tramite le terziarizzazioni, un gran numero di operai invalidi, inidonei e i non allineati, a cui si sono sommati gli indesiderati provenienti dagli stabilimenti di Rivalta, Volvera e Urano. Alla fine il 70% della forza lavoro messa in cigs rientrava in questo schema».

                Contemporaneamente alla cig, la Tnt ha fatto un uso smodato di straordinari, ricorrendo anche al turno di notte. Il tutto il linea con l’immagine, molto cara al gruppo dirigente, di azienda dinamica e in forte espansione. «Di certo la Tnt – spiega Vittorio De Martino, responsabile di Mirafiori per la Fiom – utilizza tutti gli strumenti a propria disposizione in modo spregiudicato e al limite della legge. Cessioni di ramo d’azienda, contratti interinali, terziarizzazione del lavoro alle cooperative. Io credo che sia necessario porre la questione in modo diverso: la Tnt risponde o no, anche dal punto di vista sociale, delle proprie azioni? Noi pensiamo che debba rendere conto di ciò che fa». Per ribadire questo concetto è stato organizzato un presidio giovedì mattina a None davanti all’entrata della Ilmed, l’azienda che ha «ereditato» lavoro e compiti dall’Officina 81.