Maia, Accordo CdS 01/01/1995 – 31/12/1995

VERBALE D’ACCORDO

L’ anno 1994, il giorno 12 del mese di dicembre, presso la sede della Confederazione Generale del Commercio, del Turismo e dei Servizi in Roma sono convenuti:

-per la MAIA S.p.A. i Sigg. Caratelli, Scarpa, Tranquilli, Ciarla assi-stiti dall’ Avv. B. Serrao

-per la FILCAMS – CGIL il Sig. Giovanni Russo

-per la FISASCAT – CISL il Sig. Mario Marchetti

-per la UILTuCS – UIL il Sig. Michele Malerba

con i relativi Delegati facenti parte del Coordinamento Nazionale delle R.S.A. MAIA

-per la CONFCOMMERCIO i Sigg. Giuseppe Zabbatino, Arnaldo Fiorenzoni assistiti dall’ Avv. E. Paparazzo

Premesso:

- l’Azienda, nell’ ambito delle relazioni sindacali e dei diritti di informativa, ha già provveduto a rappresentare alle OO.SS., nel corso degli incontri tenutisi in data 13.10.94, 17.11.94 e 1.12.94, il permanere di gravi difficoltà economiche, commerciali e finanziarie

- le misure al riguardo adottate e descritte nell’ accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro in data 1.4.94 si sono purtroppo rivelate insufficienti

- le aspettative di mercato registrano una persistente stagnazione dei settori nel quale opera la clientela della MAIA, in particolare quelli delle opere pubbliche e dell’edilizia, con conseguente mancata ripresa della richiesta di macchine, ricambi ed assistenza

- un’eventuale ripresa di tali settori, a causa dei tempi tecnici neces-sari all’avvio dei lavori, non potrà, oramai, tradursi in un concreto miglioramento della domanda prima di 12 – 24 mesi

- pertanto i dati commerciali del 1993 devono ritenersi, al meglio, acquisiti al 1994, mentre per il 1995 non è ipotizzabile alcuna significativa inversione di tendenza e una prevedibile ripresa non potrà far sentire i suoi effetti prima del “96/97.

Alla luce del predetto scenario, l’Azienda, avendo oramai a disposizione i dati presuntivi di bilancio “94 e quelli di previsione per il “95., avendo, altresì già attivate tutte le possibili riduzioni delle spese non relative al personale, richiede una manovra di riequilibrio dei costi relativi al personale onde porre le premesse affinché il 1995 comporti un risultato operativo con una evidente e chiara inversione di tendenza rispetto ai due anni precedenti.
Pertanto l’ Azienda denuncia un esubero al suo interno, di natura sia congiunturale che strutturale, interessante nel suo complesso non meno di 95 unità lavorative.

Avendo la MAIA, nel corso dell’ incontro in data 1.12.94, ribadito quanto sopra, le parti per dare risposta e soluzione alle problematiche connesse alla situazione occupazionale prospettata dall’Azienda, per gestire gli esuberi e per contenere gli oneri relativi al personale previsti per il 1995, ed altresì in linea con il piano di riorganizzazione illustrato, avevano delineato i seguenti strumenti:

- contratto di solidarietà senza anticipo da parte dell’ azienda;
- intesa interna, coinvolgente il personale non interessato alla solidarietà, con rinuncia ad una quota dei permessi retribuiti ex art, 64 CCNL del Terziario;
- proroga della CIGS attualmente in vigore sino al dicembre 1995, previo confronto con le OO.SS.;
- apertura di una procedura di mobilità ex legge 223/91, secondo le linee guida ed i criteri concordati con la parte sindacale;

E’ stato dalle parti affrontato il tema dell’esubero strutturale. Dopo un ampio, approfondito confronto si è pervenuti alla stipula di un separato accordo concernente esclusivamente la procedura di mobilità attuata dall’ Azienda per risolvere, almeno in parte, il problema, accordo che viene formalizzato dalle parti con separato atto, in pari data e che prevede la graduale messa in mobilità di unità lavorative fino ad un massimo di 23.

Le OO.SS., preso atto della situazione e dei dati illustrati, posto che gli esuberi residui denunciati sono di natura sia strutturale che congiunturale, rifiutano di determinare quale unica soluzione del problema il ricorso a sacrifici aggiuntivi di organico.
Al contrario, le parti hanno convenuto di attuare tutti gli ammortizzatori sociali in alternativa ad ulteriori recessi equivalenti alle unità dichiarate in esubero.

Vista dunque la situazione nel più analitico dettaglio, e raccogliendo le proposte ed i suggerimenti di tutte le parti convenute, che hanno manifestato le reciproche istanze e proposte di soluzione della complessa problematica in questione, si è convenuto di utilizzare soluzioni alternative al licenziamento.

Il primo strumento idoneo al superamento in tutto o in parte della situa-zione di eccedenza viene ricercato nella solidarietà di cui alle leggi 863/83, 236/93 e successive modifiche ed integrazioni. La solidarietà viene strutturata come ai punti che seguono.

1. Per un numero di lavoratori pari a 307, si ricorrerà per un periodo di 12 mesi a partire dall’ 1.1.95 al contratto di solidarietà di cui alle leggi 863/83, 236/93 e successive modifiche ed integrazioni;

A fronte delle riduzioni di orario di cui qui di seguito, per i lavoratori alle medesime interessate, la retribuzione diretta ed indiretta e tutti gli istituti contrattuali saranno proporzionalmente ridotti in base alla prestazionelavorativa effettuata, salve le previdenze previste dalla legge.

2. Il presente accordo ha vigore dall’ 1.1.95 al 31.12.95.

3. L’ Azienda applica il CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi ed occupa, allo stato, 796 dipendenti.

4. L’ orario ordinario di lavoro applicato è di 39 ore settimanali.

5. Gli esuberi strutturali e congiunturali per il 1995 sono da determina-re nella misura pari alla differenza tra gli esuberi denunciati (95) e le mobilità effettuate entro il 31.12.94 (stimate in numero di 10), per un residuo di circa 85 unità.

6. Le motivazioni dell’ esubero sono in premessa, in richiamo al contenu-to dei precedenti incontri, di cui a verbale.

7. La riduzione dell’ orario di lavoro per i lavoratori interessati sarà di 9 ore settimanali sulle 39 effettuate sino ad oggi e che si effettueranno fino al 31.12.94.

8. L’ elenco dei lavoratori interessati dalla riduzione di orario, da cui sono esclusi i part time, è quello allegato all’ accordo, mentre 1’Azienda si riserva di far conoscere alle OO.SS. l’articolazione degli orari per unità produttiva/reparto. Vista la complessità dell’ organizzazione aziendale, si prevedono riduzioni articolate attraverso:
- l’ entrata ritardata
- l’ uscita anticipata

    - l’ accorpamento delle ore non lavorate in giornate lavorative a zero ore.

L’ elenco definitivo dei nominativi sarà allegato al verbale di accordo redatto in sede Ministero del Lavoro.

9. La riduzione percentuale (9 ore su 39) è pari al 23,08%, uguale per tutti i lavoratori interessati alla solidarietà.

10. La percentuale complessiva di riduzione dell’ orario per i lavoratori interessati è pari al 23,08% e tale è, pertanto, la parametrazione percentuale settimanale (23,08%)

11. Eventuali deroghe all’ orario concordato potranno essere disposte in relazione ad esigenze del tutto particolari da disaminare, caso per caso, con le rappresentanze sindacali interne, secondo quanto previsto dall’ art. 5, comma 10 della legge 236/93.

12. L’ Azienda, a ragione delle difficoltà finanziarie già precisate in premessa, non anticiperà i benefici previsti, ma provvederà al relativo accredito al personale solo al momento in cui i benefici stessi verranno concessi ed autorizzati dall’ INPS.

13. Quanto previsto al precedente punto 12 ricorre sia ove l’ Azienda sia ammessa ai benefici della solidarietà con il recupero del 75% e le altre guarentige previste dalla legge 236/93, sia ove 1’intervento sia limitato agli effetti di cui alla legge 863/83 segnatamente alle prestazioni ridotte ma garantite di cui al DL 572 del 7.10.94 (60% per le aree del Mezzogiorno, 50% per le altre).

Il presente accordo di solidarietà diventerà attuativo nel momento in cui verranno comunicate e verificate con le OO.SS. l’articolazione di orario, l’elenco dei lavoratori interessati e la corrispondenza con i criteri più sopra enunciati.

Poiché la MAIA non corrisponderà alcun anticipo a fronte della retribuzione perduta, si procederà, da parte del personale non coinvolto nella solidarietà, ad una forma di “solidarietà interna” su base volontaria, soggetta alla regolamentazione qui di seguito specificata.

Il personale non soggetto alla riduzione di orario partecipa a tale solidarietà interna mettendo a disposizione 5 giornate di permessi retribuiti ex art. 64 CCNL.
L’ adesione alla solidarietà interna verrà raccolta sulla base di dichiarazioni individuali.

In conseguenza di tale rinuncia da parte del lavoratore, l’ ammontare dei permessi individuali disponibili per 1’ anno 1995 per ogni persona verrà decurtato in misura pari ai permessi retribuiti, cioè numero 5 giornate, posti a disposizione dei lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà.

Per la quantificazione del predetto importo di partecipazione si procederà come segue:

a) I giorni rinunciati equivalgono a 40 ore per ogni persona;

b) mediante rilevazione sulla busta paga lorda di gennaio “95 del rinunciante, si determinerà la paga oraria lorda, pari ad 1/168 della retribuzione lorda mensile individuale del mese considerato, retribuzione che per le qualifiche “Q” e “I” è indicata direttamente nel cedolino alla voce “totale retribuzione” e per le qualifiche “O” si ricava moltiplicando la stessa voce per 26.

c) moltiplicando la paga oraria lorda, calcolata come sopra, per le ore equivalenti di cui al punto a) si ottiene l’ importo della partecipazione individuale alla solidarietà interna.

L’ importo complessivamente ottenuto quale somma di tutti gli importi, quantificati come sopra, relativi ai lavoratori che abbiano aderito, verrà ridistribuito dall’ Azienda per quanto riguarda la prima rata relativa ai primi tre mesi dell’ anno a marzo 1995, e mensilmente per i mesi successivi. Esso verrà pagato alle persone oggetto della riduzione di orario proporzionalmente alla loro retribuzione individuale, calcolata sulla base della retribuzione del gennaio 1995, ed al periodo di permanenza in solidarietà.

Le parti ravvisano fin da ora la necessità che il regime di CIGS attual-mente in vigore in base agli accordi del 1.4.94 venga, alla scadenza, prorogato fino al dicembre 1995, previo confronto tra 1’ Azienda e le OO.SS. le quali si impegnano ad accordare la proroga nelle sedi preposte.

L’ Azienda, a sua volta, si impegna al rientro dei lavoratori al termine della proroga stessa.

Le parti dichiarano congiuntamente di avere fatto ogni sforzo, raccogliendo e valutando le contrapposte esigenze, ponendo una specifica attenzione alle istanze tutte provenienti dai Lavoratori della MAIA, rappresentati in tutte le fasi degli incontri dai Delegati del Coordinamento Nazionale dei RSA MAIA. I Delegati hanno avuto parte attiva in tutti i confronti che hanno condotto alla soluzione raggiunta con il presente accordo, al fine di ridistribuire i sacrifici su tutto il personale e, al tempo stesso, di ridurli alla misura strettamente necessaria per la continuità ed il rilancio dell’ Azienda, in modo da garantire, nelle aspettative di una ripresa produttiva, che si spera non troppo lontana, la cessazione dell’ uso della solidarietà e della CIGS e, in prospettiva, un possibile incremento dell’ occupazione conseguente ai propositi aziendali di ristrutturazione, riorganizzazione e rilancio.

Su esplicita richiesta delle OO.SS. l’Azienda dichiara che non procederà all’ attivazione di ulteriore procedure relative a mobilità o alla utilizzazione di altri amortizzatori sociali per tutto il 1995.

Le parti si reincontreranno entro il mese di giugno 1995 per una verifica relativa alla situazione generale dell’impresa in rapporto alle condizioni di mercato e, più specificamente, per l’attuazione del presente accordo.

MAIACONFCOMMERCIOOO.SS. R.S.A.