Mai una bugia fu tanto redditizia – di M.Riva

30/05/2003

 
 
    Pagina 31 – Economia
venerdì 30 maggio 2003
 
 
    Mai una bugia fu tanto redditizia
            MASSIMO RIVA


          Le bugie, si sa, hanno le gambe corte. Ma par di capire che quelle che escono dalla bocca di Silvio Berlusconi le abbiano addirittura cortissime.
          Sono passati giusti cinque mesi soltanto da quando il presidente del Consiglio, nella tradizionale conferenza-stampa di fine anno, si fece bello proclamando con orgoglioso sussiego che le sue aziende non avrebbero in alcun modo approfittato del contestato condono fiscale voluto dal ministro Tremonti.
          Una dichiarazione perentoria che allora consentì al Cavaliere di uscire trionfante e a testa alta dall´incontro con i giornalisti.
          Ora si apprende che, viceversa, proprio la società più in vista del gruppo Berlusconi – la Mediaset – ha aderito alla sanatoria tributaria, chiudendo un contenzioso con il Fisco nell´ordine dei 197 milioni di euro attraverso il versamento della ben più modica somma di 35 milioni. Dunque, con un risparmio di 162 milioni di euro, pari a circa 320 miliardi di vecchie lire: per intenderci, circa un quinto del denaro impegnato per alzare le pensioni al minimo.
          Qualcuno, a suo tempo, aveva già ammonito che la pur ferma smentita del presidente del Consiglio non poteva essere presa sul serio per un´evidente ragione di mercato. Mediaset – questo era l´argomento – è una società quotata in Borsa, Berlusconi ne sarà anche l´azionista di maggioranza, ma in ogni caso non può pregiudicare l´eventuale interesse degli altri soci a chiudere la partita con l´Erario risparmiando un sacco di soldi. Se le cose fossero andate così, forse la dichiarazione berlusconiana di fine anno potrebbe anche essere archiviata come una delle tante guasconate alle quali il Cavaliere fa disinvolto ricorso quando si trova dinanzi a domande imbarazzanti. Ma, la realtà di questa vicenda va molto oltre.
          Il punto cruciale è che, quando le azioni Mediaset furono collocate sul mercato, la Fininvest per renderne più appetibile la sottoscrizione si rese garante nei confronti dei nuovi soci per i rischi derivanti dai numerosi contenziosi in atto, fra i quali anche quelli con il Fisco. Morale: è oggi la Fininvest – interamente controllata da Silvio Berlusconi e famiglia – ad usufruire dello strepitoso sconto ai danni dell´Erario. Il che equivale a dire che 162 milioni di euro, destinati a entrare nelle casse dello Stato, resteranno invece nelle tasche del presidente del Consiglio.

          Si dura fatica a ricordare un altro caso di bugia che abbia reso così tanti soldi al suo autore. Ma ancora più fatica si fa a trovare una prova altrettanto immediata e scandalosa del degrado istituzionale che i conflitti di interesse di Silvio Berlusconi stanno disseminando al vertice dello Stato.