Mac apre sui concessionari. Ripartono le trattative per l’integrativo aziendale

22/05/2001



 
   

MCDONALD’S
Mac apre sui concessionari. Ripartono le trattative per l’integrativo aziendale

AN. SCI.

Il vecchio Mac si ammorbidisce parzialmente sul contratto integrativo e si riapre il confronto con i sindacati. L’ostacolo che sembrava fino a ieri insormontabile – e che ancora lo è in parte – è la sfera di applicazione del contratto. La McDonald’s continua ad affermare che può firmarlo soltanto per i propri dipendenti, circa 1500, e che per gli oltre 12.000 dei concessionari del marchio, bisognerà vedersela volta per volta col singolo franchisee.
Il dialogo è ripreso quando i sindacati hanno proprosto di discutere prima sulle questioni di merito, e soltanto successivamente sulla sfera di applicazione. La multinazionale ha detto sì, e, novità più importante, ha accettato che vengano avviate le trattative con i singoli concessionari, con tre possibili opportunità: definire un accordo aziendale; applicare l’integrativo nazionale stipulato dalla Company; applicare, fino alla definizione dei suddetti accordi, gli integrativi territoriali del commercio.
Gabriele Guglielmi, della Filcams Cgil nazionale, giudica che da questa prima apertura possa ripartire un confronto positivo. "Abbiamo evidenziato – aggiunge – che la McDonald’s continua a comportarsi sempre come un unico sistema, con l’organizzazione del lavoro identica in tutti i locali, ma che questa perfetta omogeneità cessa non appena si parla di contratto". Il rischio è che il mondo della ristorazione veloce resti frammentato, favorendo le parti datoriali. La stessa Fipe, che assiste la McDonald’s nelle trattative, si è detta contraria a un contratto nazionale per i licenziatari e ancora di più a un accordo per tutte le imprese della ristorazione veloce.