«Ma tutto sommato la gente va ancora in vacanza»

16/07/2002



lunedì 15 luglio 2002

TOUR OPERATOR Malgrado il fatturato semestrale negativo (-20%), il numero uno dei Viaggi del Ventaglio è ottimista

«Ma tutto sommato la gente va ancora in vacanza»


Il presidente Bruno Colombo: «Le prenotazioni a luglio e agosto (»6%) fanno sperare in un buon 2002»

      A dire tutto sul mercato sono le pubblicità sui quotidiani, che a metà luglio insistono sulle partenze di luglio ed agosto. Disponibilità per tutte le destinazioni. «Eppure, almeno per noi, la situazione è tutt’altro che drammatica», dice Bruno Colombo, presidente e azionista (54,96%) de I Viaggi del Ventaglio, secondo tour operator italiano con 525,4 milioni di euro fatturati nell’anno fiscale chiuso il 31 ottobre 2001. «Senza commissioni straordinarie alle agenzie (la media è 10,8%, ndr) né sconti folli alla clientela, in luglio e agosto le prenotazioni sono al »6% sul 2001. Questo fa ben sperare per l’ultimo trimestre ed è in linea con la ripresa dopo il crollo legato all’11 settembre». Nel giorno in cui il gruppo comunica la semestrale (al 30 aprile), che registra un meno 20% sul fatturato con una perdita di 32 milioni di euro, Colombo è ottimista. Certo non si azzarda a fare previsioni sul risultato finale dell’esercizio, visto che le conseguenze degli attentati terroristici hanno pesato per circa 10 milioni dei 32 persi nel primo semestre ma, almeno sul fatturato, le idee sono chiare. «Chiuderemo l’anno con un piccolo segno più – dice – ma per quanto riguarda il risultato d’esercizio può ancora succedere di tutto. Per raggiungere i budget resta da vendere circa il 23% della disponibilità ma ci sono più di tre mesi».
      Va sottolineato che Utat, tour operator specializzato nelle capitali europee con un giro d’affari di circa 25 milioni di euro, è stato acquistato dopo l’11 settembre e non è stato consolidato nel 2001. Utat ha di fatto completato il range di offerta del gruppo per aree geografiche. Il passo successivo, nella strategia di Colombo, che per I Viaggi del Ventaglio proclama l’orgoglio di essere l’unico gruppo tra i primi cinque del mercato con ancora la famiglia fondatrice al timone, è l’integrazione verticale. La prima mossa è stata l’acquisizione, a costo zero e in cambio di un fatturato garantito, del 40% di Lauda Air, società charter che opera con tre Boeing 767, per la quale si profila un netto cambio di rotta. E’ infatti in arrivo la trattativa per rinnovare e potenziare la flotta con l’entrata in linea di due Airbus 320/321 nel maggio 2003 per il medio raggio, mentre i Boeing saranno rimpiazzati da tre Airbus 330 per il lungo raggio. Quindi, dal 1° novembre 2002, potrà essere esercitata l’opzione per rilevare il restante 60% di Lauda Air per 10 milioni di euro. «Sia il rinnovo e potenziamento della flotta che l’acquisto del 60% sono passi obbligati. Anche con 5 aerei la flotta coprirà solo il 60% del nostro fabbisogno. Con un controllo al 100% potremmo poi più facilmente agire sui costi fissi», spiega Colombo.
      Nel frattempo però, a breve partirà quello che per Colombo è l’investimento più importante: un programma di franchising che coinvolgerà mille agenzie di viaggio in tre anni. «Oggi la rete conta 7 mila agenzie, 3 mila delle quali producono il 5% del fatturato totale. I costi di una tale capillarità sono enormi. L’obiettivo è avere mille partner attraverso cui far passare il 70-80% del fatturato, con il restante realizzato da altre 2/3 mila agenzie», racconta.
      Oltre che dai benefici del rafforzamento dell’euro, un buon supporto al bilancio 2001/2002 arriverà dal taglio secco dei costi finanziari. Dopo aver ridotto l’indebitamento grazie ai 39 milioni raccolti con il collocamento in borsa e con i proventi della vendita dei villaggi posseduti in Italia (riaffittati per 20 anni), a metà maggio il gruppo ha portato il proprio saldo finanziario in attivo di 25 milioni grazie a un bond triennale da 100 milioni di euro, che pur con un tasso del 7,125%, induce un risparmio annuo di 2,2 milioni.
      Per quanto riguarda i prodotti, il futuro vede il lancio di quattro linee di nicchia a più elevato margine di contribuzione: Superior; Benessere; Borghi & Casali; Golf; che nel 2003 realizzeranno un fatturato di 40 milioni di euro.
      C’è poi la vicenda del crac Italcase per il quale un manager del gruppo ha ricevuto un avviso di garanzia. Per Bruno Colombo la situazione è trasparente: «La controllata Columbus aveva un contratto "vuoto per pieno" per commercializzare la struttura di Stintino per l’estate 2002 con uno sconto del 35% sul listino, di cui viene contestata l’onerosità. Ma gli alberghi ci riconoscono il 25% per gli allotment, che non hanno la rischiosità del "vuoto per pieno". C’è poi da detrarre il 10% che va alle agenzie. Infine, oggi la società che gestisce quegli immobili riconosce a Columbus il 32% sul venduto, senza alcun rischio. La realtà è che sul quel contratto abbiamo perso 1,5 milioni di euro d’anticipo».
Giovanni Paci