Ma quanto costano i distacchi sindacali

27/07/2007
    26 luglio 2007 – Anno XLV N.30

    Pagina44 – Il nostro tempo

      Ma quanto costano i distacchi sindacali


        Oneri per la collettività – Sono oltre 125 milioni di euro solo nella pubblica amministrazione.

          EDMONDO RHO

            Distacchi e permessi sindacali, solo nella pubblica amministrazione, costano 125,3 milioni di euro all’anno. E ci sono oltre 3 mila dipendenti pubblici, per l’esattezza 3.077, che lavorano a tempo pieno per i sindacati continuando a ricevere lo stipendio dallo Stato o dagli enti locali.

            Al primo posto figurano i lavoratori della scuola con 1.099 distacchi sindacali e un costo complessivo per la collettività (oneri sociali inclusi, considerando le retribuzioni relative al 2006) di oltre 42,8 milioni di euro. Al secondo e terzo posto i lavoratori degli enti locali e quelli del Servizio sanitario nazionale, rispettivamente con un costo di 19,6 e 16 milioni.

            Certo, considerando che nel pubblico impiego in Italia sono oltre 3 milioni di persone, i sindacalisti distaccati sono mediamente meno di uno ogni 1.000 dipendenti. Secondo le elaborazioni su dati dell’Aran (l’agenzia della pubblica amministrazione) e della Ragioneria generale dello Stato, il record è negli enti pubblici non economici con un distacco ogni 260 dipendenti, mentre nei ministeri si sale a uno ogni 462 lavoratori.

            I sindacalisti ministeriali, però, costano anche mediamente un po’ di più (lo stipendio medio è di oltre 27 mila euro l’anno a testa) e così si arriva a un conto di 15,7 milioni annui. Mentre il costo complessivo delle 420 mila ore annue di permesso sindacale nel pubblico impiego è di 9,2 milioni.

            L’aspetto più controverso è che molte norme contrattuali, specie degli integrativi, consentono a chi è in distacco di ottenere ugualmente straordinari, premi produttività, buoni pasto, progressioni economiche e la promozione a posizioni di responsabilità.

            L’economista Giuliano Cazzola osserva: «Mi stupisce che, mentre si parla tanto di costi della politica, nessuno faccia caso ai costi del sindacato, nel pubblico impiego di fatto quasi per intero a carico dello Stato».

            Già: la differenza è che nelle imprese private, di norma, con l’aspettativa sindacale lo stipendio non è a carico del datore di lavoro.