Ma quali negozi aperti, la gente non ha soldi”

27/04/2011


La Camusso boccia la Cancellieri. La Frascaroli: ora i sindacati ritrovino l´unità
Bologna -«Il nostro tema è come ricostruire l´unità, da soli siamo più deboli». Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil, torna a parlare del Primo maggio festeggiato a Bologna in modo separato. Cerca di non drammatizzare la divisione («È già successo», spiega) ma dall´assemblea dei delegati dell´Emilia-Romagna fa un appello all´unità, conscia che «se non hanno cambiato per sempre i rapporti tra i sindacati gli accordi separati non lo farà una manifestazione». Un invito raccolto dalla Cisl bolognese. «Troviamo insieme la via d´uscita dalla crisi», dice il segretario Alessandro Alberani.
Camusso cerca così di non dare troppo peso alle celebrazioni divise di Bologna, sottolineando che «il Primo maggio è la festa dei lavoratori e le modalità dell´organizzazione non possono togliere nulla a questo». Aggiunge però che la Cgil è «da sempre convinta che un sindacato diviso è semplicemente un sindacato più debole. La ricerca dell´unità – sottolinea – resta il nostro punto di riferimento». «Sono d´accordo, mai rinunciato a trovare sintesi unitarie», gli fa eco il segretario bolognese Danilo Gruppi. Un´apertura di credito che la Cisl fa sua dettando le proprie condizioni. Per ricucire, dopo lo sciopero generale del sindacato rosso, bisogna «trovare un "modello Bologna" per superare la crisi economica – dice Alberani della Cisl – sostegno al reddito, incrocio di domanda e offerta per il lavoro e sviluppo territoriale: queste sono le strade su cui riprendere il dialogo. Valuteremo attentamente i messaggi lanciati dalla Cgil il primo e il 6 maggio». Stasera intanto l´Assemblea lavoratori bolognesi autoconvocati organizza un incontro sul Primo maggio e sullo sciopero con Giorgio Cremaschi e Sergio Bellavita della Fiom nazionale, con lo scrittore Valerio Evangelisti (alle 20.30 al centro sociale Costa di via Azzogardino).