Ma nel Mezzogiorno l’ Autogrill non trova lavoratori – Corriere della sera – domenica , 14 gennaio 2001

Corriere della sera
domenica , 14 gennaio 2001
LAVORO OCCUPAZIONE


Ma nel Mezzogiorno l’ Autogrill non trova lavoratori

Sarcina Giuseppe

ROMA – Prima i moduli, i test di orientamento. Poi l’ offerta: 1.100.000 lire al mese per un contratto part-time, 24 ore alla settimana. Oppure 1.700.000 lire per 40 ore settimanali. I «candidati» guardano con aria interrogativa i «selezionato ri» dell’ Autogrill. Poi qualcuno si fa coraggio e chiede: «Non è che ci potete pagare in nero?». Gli incaricati della società di ristorazione allargano le braccia: «Ma che dite?». Quindi cominciano a contare i «no» e i formulari riconsegnati in bian co. La scena si ripete, in modo sistematico, a Catania, a Bari, Lecce, Foggia. In Irpinia, piuttosto che in Calabria. «Come cittadino sto toccando con mano una realtà incredibile», racconta Luca Rossetto, direttore generale per l’ Italia di Autogrill . Il manager lucida la targa della società in cui lavora da due anni e che fa capo alla famiglia Benetton. Autogrill è leader mondiale della ristorazione per i viaggiatori, ha circa 10 mila dipendenti e 450 negozi in Italia, controlla attività in esp ansione all’ estero, dalla Svizzera agli Stati Uniti. «Offriamo concrete possibilità di crescere in azienda: nel giro di pochi anni un semplice operatore può diventare responsabile di un punto vendita», aggiunge Rossetto. Eppure ogni anno almeno 200- 300 giovani meridionali rifiutano un lavoro stagionale nei ristoranti delle aree di servizio (spesso l’ anticamera per una possibile assunzione in pianta stabile). La percentuale dei «no» arriva fino al 40-50% delle persone contattate dai dirigenti d ella società. «I ragazzi vengono, ascoltano le nostre proposte e poi commentano: "Dotto’ , ma a noi chi ce lo fa fare? Se lavoro in nero posso guadagnare anche 2 milioni al mese"». Ma il problema non è solo coprire i vuoti estivi. «Ci mancano circa 5 00 persone disposte a lavorare con noi part-time, come dipendenti fissi», dice Rossetto. «In più ci mancano circa un centinaio tra quadri e dirigenti. Non riusciamo proprio a trovarli», aggiunge. I «buchi» più vistosi riguardano il Trentino, la zona di Bologna, alcune aree della Lombardia. Come rimediare? «Qualche tempo fa – racconta ancora Rossetto – ci siamo detti: andiamo a cercare tra i disoccupati del Sud». L’ Autogrill prova allora a giocare il jolly: oltre allo stipendio, (un milione e ce ntomila lire per 24 ore settimanali), vengono offerti, come prevede il contratto di categoria, 41 giorni di ferie e permessi retribuiti e naturalmente, i contributi previdenziali. Ma in più l’ azienda copre le «spese vive» dei dipendenti. L’ alloggio in residence o in albergo per tre mesi. E vitto assicurato: a pranzo si mangia nel ristorante Autogrill, per cena l’ azienda rimborsa il conto della trattoria. Può essere una proposta interessante per i giovani disoccupati del Sud? Rossetto fa due c alcoli: «Sembra proprio di no: nel corso di un anno selezioniamo, solo nelle regioni meridionali, circa 100 persone che potrebbero andare bene per noi. Ma di queste almeno 70 respingono l’ offerta». Motivo? E’ il momento dell’ «analisi». Il manager d ell’ Autogrill riflette: «La competizione è impari. Quelli che rifiutano le nostre offerte, non è che se ne stanno a casa. Semplicemente preferiscono guadagnare un po’ di più lavorando in nero. Anche se non hanno le ferie, se devono sopportare un arco di impegno quotidiano spesso doppio rispetto a quello che chiediamo noi. E naturalmente, senza le garanzie previdenziali, assicurative previste dalle leggi. Non voglio accusare nessuno, ma temo che dalla dorsale adriatica in giù esistano fenomeni d iffusi di concorrenza sleale». Giuseppe Sarcina

IL CASO LA SOCIETA’

La società Autogrill fa capo a Edizione Holding, della famiglia Benetton. L’ azienda ha circa 10.000 dipendenti, più 1.500 lavoratori stagionali. IL LAVORO Oggi negli organici sono s coperti 500 impieghi a tempo parziale, ma inquadrati con un contratto regolare (1.100.000 lire al mese, più 41 giorni di ferie). VITTO E ALLOGGIO L’ azienda offre vitto e alloggio gratis per tre mesi ai giovani disposti a trasferirsi al Nord. Ma su 1 00 candidati selezionati, almeno 70 rifiutano. Alle assunzioni stagionali dal Sud arrivano circa 200 «no» all’ anno.