Ma nei Ds la Cgil resta sola

28/06/2002
      28 giugno 2002



      Ma nei Ds la Cgil resta sola

      I riflessi della frattura avvenuta nella direzione nazionale dei Ds sull’ordine del giorno a sostegno della Cgil presentato dalla minoranza berlingueriana stanno cominciando ad evidenziarsi anche nelle realtà periferiche della Quercia. Pur con parziali differenze, le stesse dinamiche si sono infatti evidenziate durante la direzione provinciale dei Ds torinesi, riunitasi mercoledì. A fronte della richiesta del segretario provinciale Rocco Larizza di presentare un ordine del giorno unitario, in vista dello sciopero generale regionale convocato dalla Cgil per il giorno successivo, la minoranza di sinistra dei Ds torinesi acconsente a ritirare il documento sostenuto a livello nazionale. Un tentativo per presentarsi, almeno a Torino, con una posizione comune. Si porta al voto un odg redatto dallo stesso segretario provinciale, dal titolo «Difendere i diritti, costruire l’unità», in cui viene ribadita l’indisponibilità a ogni modifica dell’articolo 18 e si chiede ai militanti diessini di sostenere la Cgil nel prossimo sciopero generale.

      «Si trattava – spiega Luca Delli Santi, portavoce della minoranza Ds a Torino – di un testo su cui era possibile un’ampia e larga convergenza trasversale. Uno sforzo unitario che rispondeva all’apertura fatta dallo stesso segretario provinciale. Purtroppo il tentativo è andato a vuoto per l’atteggiamento di una frazione della maggioranza, quella formata da iscritti o simpatizzanti della Uil, che ha posto degli emendamenti per noi inaccettabili».

      A bloccare l’ordine del giorno proposto da Larizza, infatti, ci pensa un pezzo della sua maggioranza. Per primo interviene il segretario regionale Pietro Marcenaro ricordando le diverse sensibilità presenti nel partito e invitando ad accettare eventuali emendamenti. Modifiche all’odg presentate subito dopo da Stefano Esposito che, in nome del rispetto dovuto ai non iscritti alla Cgil presenti nei Ds, chiede lo stralcio del capoverso in cui si invitava i militanti Ds a partecipare allo sciopero.. A quel punto, scontata arriva la reazione della minoranza che si dichiara indisponibile a votare un testo così purgato.

      La palla torna quindi al segretario provinciale, il quale sceglie di non rompere, pur di fronte ad una direzione che avrebbe comunque approvato il documento da lui presentato, con la parte dissenziente della propria maggioranza. Larizza ammette di «aver sbagliato» ad inserire la frase sulla Cgil e poi, adducendo la mancanza di unità, ritira il proprio odg e propone il voto di una mozione che rimanda a un non ben definito «tavolo di lavoro» l’elaborazione di un nuovo documento. La vicenda, non eclatante dato il clima che si respira tra i militanti della Quercia, acquista ulteriori significati in vista della conferenza nazionale sull’auto, organizzata dai Ds, che si svolgerà oggi e domani proprio a Torino. Anche nella città della Fiat la Cgil si sente forse un po’ più sola.

      E. V.