Ma la grande distribuzione vede rosa

03/12/2001


Domenica 2 Dicembre 2001

CONTROCORRENTE

Ma la grande distribuzione vede rosa

Il peggio è passato e ora si attendono acquisti in linea con l’anno scorso

di SANDRO VACCHI

ROMA – C’è voglia di casa, di "cuccia". Niente – o quasi – settimane bianche, viaggi all’estero, regali costosi, ma il caldo protettivo del nido a Natale: Twin Towers, guerra in Afghanistan, sentori di recessione hanno tolto il desiderio di evadere. S’è già scritto a ripetizione che si va più al cinema, si legge di più, si fa di più l’amore. Chiamatela pure voglia di tenerezza, è qualcosa che si proietta anche sui consumi e sui regali delle prossime feste. Un "giro" nella grande distribuzione lo conferma.
Partiamo da
Coin e Oviesse (2300 miliardi di fatturato con 300 punti-vendita). I negozi che "soffrono" sono quelli di Venezia e Firenze, le classiche mete turistiche: meno turisti, meno vendite. «Per il resto, notiamo una maggior influenza del clima che non degli eventi esterni», sottolinea il direttore marketing Giampaolo Ziviani. Così, il sole di ottobre ha penalizzato le vendite di abbigliamento invernale, riprese bene in novembre. E dicembre? «Previsioni discrete, con le solite punte dell’ultimo minuto. Un po’ di preoccupazione, invece, per gli addobbi natalizi». Oviesse, di fascia più bassa, risente meno della congiuntura. Tradotto, significa che la gente non rinuncia ai generi di prima necessità e che chi si può permettere poco, con quel poco continua.
Al colosso
Rinascente (11 mila miliardi di fatturato, comprende anche Upim, Auchan, Brico Center) la situazione trova conferma. «I negozi di Roma, Firenze e piazza Duomo a Milano subiscono una caduta del 20-30% delle vendite a causa del calo dei turisti, ma ci aspettiamo un Natale non negativo» dicono. Vanno meno i capi firmati, "tirano" i giochi di società. E le richieste strane, anche un po’ macabre: un puzzle con le Torri Gemelle. In pieno boom la play station seconda serie, dopo la caduta dei prezzi. Voglia di casa? E’ confermata dal fatto che Auchan (alimentari) cammina tranquilla, mentre i Brico Center (bricolage) sono addirittura in leggera crescita.
Casa dolce casa, allora? Pare proprio di sì. Alla
Carrefour (tre divisioni, 22 mila dipendenti, 11 mila miliardi di fatturato soprattutto nell’alimentare) parlano di un Natale più positivo del previsto, per il solito motivo: si sta a casa. La conferma viene dall’Eismann, multinazionale tedesca che vende surgelati porta a porta (120 miliardi di fatturato). «Il Natale per noi è un periodo buono, ma non è mai stato buono come quest’anno» dice il direttore marketing Lodovico Zugni Tauro. I seicento furgoni della ditta stanno per "macinare" strada lungo tutta la penisola e consegnare pranzi natalizi completi, dall’antipasto al dessert: tutto surgelato.
Chi preferisce probabilmente ostriche e champagne è il fortunato che può allacciarsi al polso un Audemar Piguet: prezzo minimo dieci milioni, massimo un miliardo per un "Royal Oak" particolare. «Il lusso non finisce» sorride Franco Ziviani, distributore per l’Italia. Gli stranieri non arrivano? Nessun problema: gli manda orologi per posta, in America costano un terzo in più a causa delle tasse.
E gli elettrodomestici? L’elettronica che sotto le feste la fa da padrona?
Mediamarket gestisce 34 negozi Media World che fatturano duemila miliardi, Paolo Bernasconi è l’amministratore delegato. «Si rivaluta la casa, si svaluta il viaggio» riassume. C’è quindi grande richiesta di schermi ultrapiatti e di elettrodomestici evoluti, mentre segnano il passo telecamere e macchine fotografiche digitali, tipici acquisti da turista. In aggiunta, un forte incremento di tecnologia portatile e il ritorno del regalo utile, come robot da cucina e apparecchi per la pulizia domestica. Alla Trony (gruppo Gre, 108 negozi e circa 2700 miliardi) lo confermano. «Le vendite procedono secondo le previsioni. Molto bene i Dvd e gli "home theatre", male i personal computer» dice il direttore marketing Roberto Mazzonzelli. La ragione? «Forse ci si è stancati di cambiare continuamente il computer».