Ma la destra sociale incalza Fini “Dobbiamo trattare col sindacato”

08/04/2002


 
 
IL CASO
 
Le strategie sull´articolo 18 al centro dell´offensiva di Alemanno. Lungo vertice con il leader
 
Ma la destra sociale incalza Fini "Dobbiamo trattare col sindacato"
 
 
 
 

BOLOGNA – Evaporata ogni ipotesi di modificare il simbolo del partito, rinviata la questione della reggenza di via della Scrofa, trovato l´accordo di tutte le correnti per non dover neppure votare i 500 membri dell´assemblea nazionale, per un attimo ieri pomeriggio il congresso è sembrato rivivere le tensioni di una volta. «Sa, quelli che finivano a sediate in testa…», rimpiange un post-missino. Ecco, sulla riforma dell´art.18, che la Destra sociale non riesce proprio a mandar giù, Storace e Alemanno erano arrivati decisi a far scoppiare la bomba: il testo così com´è proprio non va.
All´ora di pranzo, portano a Fini un documento in cui si chiede che Palazzo Chigi (meglio se lo stesso vicepremier) assuma la gestione della vicenda, e che il governo indichi nel Dpef le risorse per gli ammortizzatori sociali da mettere sul tavolo alla ripresa della trattativa con i sindacati. Quest´ultima potrebbe sembrare una richiesta di stralcio. «Ma in un accordo bisogna chiedere e dare» , avverte il ministro, «non possiamo dare al sindacato l´impressione di fare la politica del carciofo: oggi l´art.18, domani chissà…». Alemanno e Storace sperano che Fini lo faccia proprio. In caso contrario, e suona come una minaccia, raccoglieranno le firme e lo metteranno ai voti: «Perché, vedi Gianfranco, siamo sicuri che anche nelle altre correnti c´è chi la pensa come noi». E annunciano per oggi pomeriggio una conferenza stampa che si prevede bellicosa.
Fini ascolta con attenzione, certi accenti lo innervosiscono, ricorda la lealtà a Berlusconi ( «ma quella chi l´ha mai messa in discussione?» insorge Alemanno). «Ne devo parlare con gli altri», conclude il vicepremier. Alemanno torna sul palco. Storace, piuttosto seccato, se ne va in albergo. A metà pomeriggio, seconda puntata. In una saletta, Fini riunisce Alemanno, Gasparri, Matteoli e Tofani, il relatore del ddl sulla riforma del lavoro. Il vicepremier spiega che dare un´immagine di divisione su un tema fondamentale «è masochismo puro». «E poi, chi può ragionevolmente dire di essere contro il dialogo sociale?», sorride Gasparri. Alla fine, tutto s´aggiusta. O quasi. I capicorrente promettono che oggi sosterranno il senso delle richieste della Destra sociale («in cambio mandano giù l´art.18, che per come erano venuti, soprattutto Storace, non è poco», sussurra un colonnello). La conferenza stampa rimane confermata, ma ci saranno anche esponenti di altre correnti. Resta l´incognita su cosa dirà oggi Storace dal palco. C´è chi giura che, nonostante il «lodo Alemanno», potrebbe essere tutt´altro che conciliante.
(b.j.)