«Ma il turismo interno farà boom»

16/11/2001


Giovedì 15 Novembre 2001

PARLA GANDOLFI (CIT)

«Ma il turismo interno farà boom»

ROMA – Crisi del turismo? E se al contrario l’Italia, nell’anno che sta per aprirsi, facesse registrare il tutto esaurito? A insinuare questo piacevole sospetto e a fornire una prospettiva di cui nessuno ancora parla, è Giandomenico Gandolfi, amministratore delegato di Cit Holding, uno dei colossi del turismo italiano.
Acquistata nel luglio ’98 dalle Ferrovie per appena 61 miliardi, la Cit fattura oggi 1050 miliardi e ha 1900 dipendenti. Fa tanto "outgoing", portando gli italiani fuori, quanto "ingoing", conducendo in Italia 600 mila stranieri l’anno, specie nelle città d’arte. Possiede 80 agenzie di viaggio più 20 in franchising, varie società estere e sedi a New York (a pochi blocks dalle Twin Towers), a Parigi, in Canada, Sudamerica e Australia, 8 villaggi turisitici e tre alberghi. Sta realizzando a Scansano Ionico un villaggio da 8 mila posti letto.

S’è fatta sentire, in Cit, la crisi delle torri gemelle?

«Abbiamo accusato una forte riduzione dei clienti che portiamo in Italia dagli Usa e dall’Australia. Ma a questo calo abbiamo fatto fronte portando clienti da Francia e Belgio. Un rimescolamento importante, perché metà del nostro fatturato viene proprio dal turismo ingoing. A conti fatti, non solo non c’è stata flessione, ma al 31 ottobre del 2001 abbiamo riscontrato un aumento del fatturato, del 12-13 per cento rispetto all’analogo mese del 2000»

Aumento che sarà certo maturato prima dell’11 settembre

«Sì, perché nella seconda quindicina di settembre e nella prima di ottobre abbiamo registrato, su tutto l’estero, un calo del 15 per cento. L’impatto di quei trenta giorni è andato a ridurre un incremento molto più forte».

E in Italia, come sono andate le cose?

«Per la parte Italia su Italia e Italia su Europa l’incremento complessivo è stato attorno all’8 per cento, che tiene conto di un calo del 20 per cento nel periodo "incriminato". Ma alla fine dell’anno saremo sopra di un 11 per cento. E il bello arriverà l’anno prossimo

In che senso, dottor Gandolfi?

«Prevediamo un aumento di fatturato del 30 per cento, per la parte italiana del nostro business».

Un più 30 per cento, sta scherzando, vero?

«Non scherzo affatto, il 50 per cento dei posti letto che possiamo offrire nel 2002 nel nostro paese sono già stati prenotati. E dobbiamo ancora stampare i nuovi cataloghi»

Un boom, lei vuol dire. Altro che crisi del turismo

«Per il mondo Cit, la crisi non si vede. Credo abbiano maggiori difficoltà quei tour operators che puntano molto su destinazioni come Tunisia, Sharm el Sheik, Turchia, Caraibi, magari con voli charter. Noi concentriamo il grosso del nostro business su destinazioni più sicure, l’Italia, la Francia, l’Europa».

Lei vede dunque il pienone negli alberghi italiani, nel 2002?

«Certo. Ma attenzione alla concorrenza della Spagna. I tedeschi, grandi e audaci viaggiatori, rivedranno probabilmente le loro mete: ma preferiranno noi, come in passato, o la penisola iberica? Avremo certamente più inglesi: solo il 3 per cento di loro veniva da noi. Un altro 3 per cento si riversava su Cipro. Niente di più facile che ora l’isola ci regali la sua quota. Sì, vedo un anno ottimo per l’Italia».

C.G.