Ma il governo insiste: avanti con l´articolo 18

25/03/2002







    (Del 24/3/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
    IL MINISTRO GASPARRI: CON I SOLDI CHE HANNO SPESO POTEVANO APRIRE UNA FABBRICA A CATANZARO
    Ma il governo insiste: avanti con l´articolo 18
    Tremonti: è stata una manifestazione contro D´Alema, Fassino e Rutelli

    ROMA
    Il governo liquida la manifestazione romana con la seguente tesi: le folle oceaniche, convogliate dalla Cgil, faranno più danni a sinistra che a destra. Il premier è stato zitto, così pure il suo vice. Entrambi si sono accordati per cedere la parola a Giulio Tremonti: scelta di per sé indicativa, dal momento che il ministro dell´Economia, sulla vicenda dell´articolo 18, guida il fronte dei cosiddetti «falchi». Intervistato dai tigì Rai e Mediaset, Tremonti ha sostenuto che intorno al Colosseo s´è vista «una grande prova di forza soprattutto dentro alla sinistra». Hanno vinto, secondo il suo metro di giudizio, Cofferati, Bertinotti e Agnoletto; hanno perso Fassino, Rutelli, D´Alema i quali «sembrano un po´ come i capretti che si preparano alla Pasqua». La speranza del governo è che tra gli avversari riprenda lo sport delle coltellate reciproche. L´uscita di Tremonti è volta chiaramente a stuzzicarli. Nel merito della questione, il ministro ha avanzato un quesito che prefigura già la sua risposta: «Meglio essere disoccupati, o meglio avere un posto?». Tremonti s´è messo nei panni dei giovani disoccupati, specie del Mezzogiorno, e ha ragionato così: «Se tu hai un lavoro, la modifica dell´articolo 18 non ti interessa perché il tuo posto è blindato, nessuno te lo toglie. Se sei disoccupato, invece, magari preferisci andare a lavorare piuttosto che stare a casa…». Già da questo si intende benissimo che il governo non ha alcuna intenzione di fare retromarcia. A togliere ogni dubbio, del resto, aveva già provveduto ieri mattina Antonio Marzano, titolare delle Attività produttive: «Cambiare posizione non è possibile, tantomeno oggi, pochi giorni dopo il crimine compiuto contro un nostro collaboratore». Né la manifestazione «peserà sul confronto» coi sindacati previsto per martedì prossimo, dal momento che oltre all´articolo 18 «ci sono tante altre cose di cui parlare, a cominciare dallo Statuto dei lavori». Tra i ministri, c´è anche chi ha replicato alla piazza con argomenti da comizio. Maurizio Gasparri, per esempio: «I 30 miliardi che hanno speso per organizzare la manifestazione, tolti dalle tasche dei lavoratori», ha sostenuto il ministro delle Telecomunicazioni, «bastavano per aprire una fabbrica a Catanzaro e far lavorare un sacco di gente…». Gasparri è stata l´eccezione, tuttavia. Lo stesso Tremonti ha parlato sportivamente di «grande manifestazione pacifica, per fortuna». La polemica contro la Cgil s´è mantenuta ieri su un livello di buona educazione. Ciò non ha impedito al governo di ribattere colpo su colpo con l´arma potente della televisione. «Cofferati ha detto cose sbagliate», è stata la replica di Tremonti in un´intervista a Tg5: «Ha sostenuto che "l´Italia è indietro in Europa". Sbagliato, l´Italia è avanti. Ha detto: "Barcellona è liberista". Sbagliato, quel documento l´hanno firmato tutti i grandi capi socialisti. Ha detto: "Fanno la riforma fiscale per i ricchi". Sbagliato, comincerà da quelli che hanno meno soldi». Conclusione del ministro, che suona come suggerimento per il futuro: «Dire sempre di no non è la strada giusta». Berlusconi, come si è detto, ieri è scomparso dai radar. Secondo alcuni suoi colonnelli, s´è rifugiato nella sua villa sarda di Porto Rotondo, dove la quiete non manca. Difficile che sia rimasto scioccato dal numero dei manifestanti (se li aspettava). Nei giorni scorsi era più preoccupato, invece, da possibili sfaldamenti nella maggioranza, che non si sono verificati. Gli stessi centristi, solitamente più inquieti, ieri hanno «tenuto» pur con qualche sottolineatura di metodo. «La manifestazione è un segnale che non dobbiamo sottovalutare», è il commento di Marco Follini, presidente del Ccd, «ma non può indurci a rovesciare la politica del governo». Attenzione ai segnali dalla piazza, «però non si può fare indietro tutta sulla flessibilità». Il clima nella maggioranza, ieri sera, era ben fotografato dal portavoce di An Mario Landolfi: «L´onda della protesta è passata. A questo punto non si vede perché non dobbiamo approfittarne per andare avanti».
    Ugo Magri