Ma Fita lancia l’allarme sul nuovo corporativismo

13/12/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Ma Fita lancia l’allarme sul nuovo corporativismo
    M.C.D.
    ROMA – Si fa presto a riempire un teatro "cooptando" a Roma i presidenti di Ordini e Collegi, depositari del potere istituzionale sul territorio. La considerazione è di Gaetano Stella, presidente di Consilp, la confederazione dei sindacati dei professionisti che insieme a Confedertecnica (la sigla delle associazioni dei "tecnici") è restata lontana dal Professional day. La defezione nasce dalla disputa sulla rappresentanza: Ordini e Casse – secondo Stella – non possono vantare dagli iscritti (obbligati) una delega politica a tutto campo. D’altra parte, che la manifestazione di Roma interessasse chi esercita il potere "ordinistico" (o chi è impegnato ai vertici degli enti previdenziali) lo sostiene un comunicato del Cap, il coordinamento delle associazioni professionali, un gruppo di iscritti in Ordini che contesta le gerarchie. Secondo il Cap «ignari, i professionisti hanno appreso dalla stampa che sarebbero scesi in piazza per sostenere una riforma che consegnerà il loro destino nella mani dei soliti colleghi concorrenti». Colleghi che potranno continuare a controllare le possibilità di esercizio della professione. Si dirà: parole di estremisti. Considerazioni che però non valgono per l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), il cui presidente, Silvano Berti, contro le pretese monopolistiche di Cup e Casse professionali, avverte: «Nell’avvocatura è un dato acquisito che la rappresentanza politica deve essere tenuta separata da quella istituzionale». Infine, di segnali preoccupanti parla anche Ennio Lucarelli, presidente di Fita (la Federazione del terziario avanzato, aderente a Confindustria). «Mi riferisco – dice Lucarelli – alla pretesa degli Ordini di rappresentare sia gli interessi dei professionisti che quelli dei cittadini, vale a dire di rappresentare interessi contrastanti. È un tentativo di restaurazione corporativa che si colloca al di fuori di ogni ipotesi di democratizzazione e modernizzazione».
    Giovedí 13 Dicembre 2001
 
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