Ma Cofferati tira dritto “Cgil in sciopero ad aprile”

08/03/2002

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
L´ASSEMBLEA
Il segretario acclamato anche a Torino: "Sergio, siamo con te"

Ma Cofferati tira dritto "Cgil in sciopero ad aprile"


          TORINO – «Io sono sempre disponibile a discutere con le altre organizzazioni sindacali ma a quella riunione la Cgil andrà con le decisioni assunte e che corrispondono alla sua idea del rapporto col governo». Pacato ma irremovibile, Sergio Cofferati non arretra di un sol passo di fronte al balletto di proposte e controproposte, mosse e contromosse, vere o presunte tali di governo, imprenditori e anche forze sindacali diversa dalla sua. Per lui la data dello sciopero generale «resta quella del 5 aprile e non vedo perché si debba cambiare». Tornato a Torino appena due giorni dopo il faccia a faccia con Pezzotta, il leader della Cgil ieri si è trovata di fronte la platea del teatro Colosseo stracolma di delegati Cgil. «Una mattinata memorabile» dice un operaio Fiat. «Come ai vecchi tempi» commenta Vincenzo Scudiere segretario della Camera del lavoro di Torino mentre viene montato un maxischermo per quanti sono rimasti fuori dal cinema. E´ una prova generale ben riuscita in vista della manifestazione del 23 marzo a Roma e dello sciopero. Dopo Milano anche a Torino la Cgil risponde all´appello del suo segretario. E lui non fatica a convincerla sulle ragioni della lotta.
          «Avanti Sergio, siamo con te nella lotta» gli grida un delegato, mentre la platea applaude in piedi. Cofferati esordisce con la globalizzazione e con le «soglie di difesa dei diritti» da costruire in presenza di competizioni per poi condannare senza appello l´idea d´Europa portata avanti dal governo Berlusconi e basata sulla convinzione che «motore dello sviluppo sia la flessibilità anzi la precarietà dei rapporti di lavoro». Mezzogiorno, fisco, previdenza, scuola e mercato del lavoro: su questi cinque punti, a suo giudizio, non ci sono al momento novità, a meno che non si prenda per buona l´idea dello stralcio dell´articolo 18. Cosa che la Cgil non intende fare. «Hanno stabilito campo e regole di gioco, ma una trattativa così è bene evitarla accuratamente» dice il suo segretario sommerso dagli applausi. «Altri hanno deciso, ma noi non ci condanniamo al silenzio e all´immobilismo». Senza mai citarli, Cofferati, risponde ad Angeletti e a Pezzotta. «Tutto è legittimo, ma non bisogna sottovalutare che per decidere che cosa fare occorre prima sapere quali sono gli obiettivi». Questi obiettivi lui li ha appena elencati ed è convinto che, «dopo la decisione dello sciopero assunta assieme nei luoghi di lavoro, non c´è alternativa». Per Cofferati è giunto il momento di affondare i colpi. «Nella babele di linguaggi del governo è evidente la sua paura per la manifestazione e lo sciopero» insiste. «Cresce il consenso sulla nostra posizione e questo consenso dice che dobbiamo andare avanti».