Ma Cofferati non ci sta “E’ un cattivo consigliere”

04/02/2002


DOMENICA, 03 FEBBRAIO 2002
Pagina 5 – Economia
Duro il leader sindacale: "Via Nazionale non perde occasione per sostenere l’esecutivo"
Ma Cofferati non ci sta "E’ un cattivo consigliere"
Art.18: dubbi di Fassino sulla proposta Fini, no della Cgil

ROMA — Un cattivo consigliere del governo. � questa la definizione che il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, d� del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, dopo il sostegno offerto da quest’ultimo alle deleghe su pensioni e lavoro: �Il governatore di Bankitalia non perde occasione per dare sostegno politico al governo, aggiungendo anche cattivi consigli. Fazio apprezza scelte del governo che stanno producendo conflitto e tensione sociale�, dice polemicamente Cofferati.
I sindacati esprimono, in generale, perplessit� per la tempistica di Fazio: �I tempi della sua uscita aggiunge il vice di Cofferati, Guglielmo Epifani fanno pensare che il governatore parli da attore della politica e non come capo di una parte terza, di garanzia, che dovrebbe stare fuori dal confronto tra le parti sociali�. Fazio dice s� a decontribuzione su nuovi assunti, allungamento dell’et� pensionabile e a nuovi interventi di taglio delle pensioni: �Ma la stessa commissione Brambilla ha confermato che la dinamica dei costi previdenziali � coerente con le previsione della riforma Dini�, ricorda Cofferati. Ribadisce il leader della Uil, Luigi Angeletti: �L’et� pensionabile l’ha gi� innalzata la riforma Dini e l’unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci � che tra 20 anni avremo dei pensionati poveri, perch� la pensione pubblica garantir� solo la met� dello stipendio�. Duro il suo vice, Adriano Musi: �Fazio sta cercando un nuovo ruolo in quanto dirige un istituto che pu� essere assimilato a quelli inutili�.
Nello stesso tempo, i sindacati respingono, giudicandola inutile, la proposta del vicepremier Gianfranco Fini di spostare il problema dell’articolo 18 in coda al negoziato tra governo e parti sociali. �Il problema non � quello di discutere pi� in l� nel tempo dell’articolo 18, ma di stralciarlo e di cambiare radicalmente l’intervento sulle pensioni�, dice ancora Cofferati. Il quale avverte: �Il governo non si faccia illusioni sulle nostre intenzioni: siccome vogliono cambiare a colpi di delega il fisco, la scuola, le pensioni, il mercato del lavoro e i diritti delle persone, noi proseguiremo nelle iniziative di mobilitazione�. No al �congelamento� anche da parte del leader dei Ds, Piero Fassino: �Se Fini vuol dire soltanto che si deve metterlo in coda alla discussione noi diciamo no�. Mentre il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi dubita delle percentuali di adesione allo sciopero generale articolato diffuse dai sindacati, Fini ricorda che il dialogo sociale � importante e che �il governo discute, se ottiene un accordo ne � soddisfatto e felice, altrimenti va avanti per la sua strada�.
A Fazio, intanto, giunge il plauso della Confindustria: �La sua � un’importante apertura di credito al governo sulle deleghe dice il direttore generale Stefano Parisi ma anche una richiesta di maggior coraggio sulla riforma delle pensioni�.
(r.d.g.)