L’università del lavoro

12/04/2010

La CGIL conferma e caratterizza il proprio impegno sul fronte della formazione sindacale dei quadri, dei delegati e dei semplici iscritti alla confederazione. Al centro dell’iniziativa del sindacato nei mesi scorsi è stato collocato il “Progetto 20.000” per la formazione, appunto, di ventimila quadri, delegati, componenti di Rsu. Nell’ambito di questo impegno complessivo della CGIL, è nata nei giorni scorsi una ulteriore qualificata proposta: l’apertura dell’”Università del lavoro”. Di che si tratta? Una Università – ha reso noto il responsabile del dipartimento Politiche dell’organizzazione Enrico Panini – perché la programmazione didattica, suddivisa tra moduli di base e seminari, intende privilegiare lo studio e l’approfondimento attraverso una formazione rigorosa, all’interno di un ambiente fortemente relazionale e interattivo. Università del lavoro perché le materie che vengono proposte sono sempre fortemente collegate agli ambiti di intervento e di iniziativa del sindacato.
I corsi si svolgeranno presso la scuola sindacale di Cà Vecchia (a Sasso Marconi, in provincia di Bologna), una struttura attrezzata per la formazione e, nel contempo, ospitale e accogliente, collocata sulle prime colline dell’Appennino bolognese. L’attività formativa dell’Università del lavoro si svolgerà nei mesi da giugno a settembre prossimi, durante il naturale rallentamento dell’attività quotidiana e la flessibilità dei periodi feriali. I corsi, a carattere residenziale (gli
“studenti” alloggeranno alla Cà Vecchia), hanno una durata media di tre giornate (cinque moduli formativi) e sono rivolti al gruppo dirigente, alle delegate e ai delegati, agli apparati politici e tecnici confederali e di categoria. L’organizzazione è basata su gruppi non numerosi per favorire l’attività e, per questa ragione, alcuni temi si ripetono nella programmazione. La frequenza ai corsi dà diritto all’attribuzione di crediti e ad ogni partecipante sarà rilasciato un apposito “libretto formativo”.