L’Unità: le garanzie di Angelucci

26/10/2007
    martedì 23 ottobre 2007

      Pagina 61 – Economia

        L’Unità, le garanzie di Angelucci

          Firmato il preliminare. Accordo per mantenere il personale

            ALDO FONTANAROSA
            ANDREA GRECO

              ROMA – Il preliminare di acquisto è stato firmato solo poche ore fa, mercoledì. Per opzionare il quotidiano L´Unità, Giampaolo Angelucci (romano, 35 anni, reuccio della sanità privata, 3000 posti letto tra Lazio e Puglia) è disposto a staccare un assegno da 17 milioni e a farsi carico di tutti i debiti, che sono comunque a un livello fisiologico. Da oggi Angelucci, erede del gruppo di famiglia Tosinvest, avrà il diritto di studiare i conti del quotidiano, custoditi nella "data room", la stanza dei numeri. Quando l´investigazione sui conti sarà terminata, Angelucci potrà confermare o abbassare la sua offerta economica. A meno di contrattempi, l´imprenditore – che ha già in mano il quotidiano di destra Libero e il quotidiano Il Riformista – farà sua L´Unità entro quest´anno. Sul piano formale, la Tosinvest prenderà la Ad Srl. Questa società a responsabilità limitata controlla oltre l´80 percento della casa editrice del giornale (la Nie). A cascata, Angelucci dovrà anche prelevare o affittare la testata (il marchio de L´Unità), che fa capo ad un´altra società. Cosa che può portare la spesa complessiva dell´operazione Unità parecchio più in alto.

              La famiglia Angelucci era già entrata nel quotidiano fondato da Gramsci nella sua precedente vita, e con una quota importante: il 24,5 percento. Poi era arrivata la breve ma drammatica chiusura del giornale, nel luglio 2000. Adesso gli Angelucci ritornano, ma provano a farlo in punta di piedi. Tra i loro impegni, c´è il mantenimento dei posti di lavoro e ovviamente della linea politica della testata, come subito chiesto dalla redazione. D´altra parte, il nuovo editore ha interesse a dribblare l´inevitabile gioco delle interpretazioni politiche. L´arrivo degli Angelucci è più gradito a D´Alema oppure a Veltroni? E come va letto alla luce della nascita del Partito Democratico? Gli interrogativi si sprecano, in queste ore.

              Figura di continuità tra l´attuale gestione e quella futura sarà Marialina Marcucci, imprenditrice lucchese e fondatrice di Videomusic che nel 2005 divenne vicepresidente della Giunta regionale toscana. Oggi è presente nella complicata compagine azionaria e resterà – sembra – anche nella prossima.

              In queste ore, la Marcucci veste i panni del pompiere. «L´Unità – dice – non è assolutamente in vendita. Certo, da tempo diciamo che saremmo felici se qualcuno si aggiungesse alla cordata degli azionisti. E questo può portare anche a dei cambiamenti: qualcuno può uscire mentre qualcun altro entra. E´ fisiologico. Gli Angelucci? Non sto parlando di un loro ingresso. Dico solo che ci sono dimostrazioni di interesse per entrare nella compagine azionaria de L´Unità. Sono imprenditori italiani, nessuno di passaporto straniero. Punto. Ma nell´immediato non c´è assolutamente niente».

              Assolutamente niente, giura lei. Quest´estate, la Marcucci si è affrettata a smentire anche la precedente puntata di questo caso. Ad agosto il settimanale Panorama ha scritto di una possibile vendita dell´Unità alla famiglia Moratti. La vendita, poi, non c´è stata. Ma la trattativa, ancora oggi, trova tante conferme.