L’Unità alla famiglia Angelucci per 50 milioni

25/10/2007
    giovedì 25 ottobre 2007

      Pagina 53 – Economia

        L’Unità alla famiglia Angelucci per 50 milioni

        Ma i giornalisti non ci stanno: "Difenderemo la sua collocazione storica"

          ANDREA GRECO

          MILANO – Giampaolo Angelucci va verso il tris di quotidiani. Dopo Libero e Il Riformista, il costruttore e gestore di cliniche private si sta per portare a casa anche l´Unità, giornale che da tempo è in cerca di un compratore disposto al rilancio editoriale. Negli ultimi giorni Angelucci ha spinto sull´acceleratore, e la sua Tosinvest avrebbe ormai in tasca l´accordo per rilevare l´82% delle quote del giornale oggi in capo alla Ad srl, socia che aveva riaperto nel 2001 la storica testata dopo una breve parentesi di crisi e chiusura. Sembra che Angelucci sia disposto a pagare fino a 50 milioni per diventare nuovo padrone de l´Unità. Una cifra considerata piuttosto elevata, visto che nel 2006 il quotidiano ha fatturato 29 milioni perdendone 1,3. E che ha un capitale sociale di 12 milioni. Ma bisognerà vedere se Angelucci ambisce anche alla testata, che ha un certo valore ed è in capo a un´altra società che l´affitta.

          La notizia rimbalza in redazione, dove provoca un´immediata assemblea che termina con un comunicato del Cdr: «La voce diffusa da Primaonline.it trova conferme nell´azienda che edita questo giornale. L´atto di vendita verrà perfezionato nei prossimi giorni. A fronte di queste notizie il Cdr, già fortemente critico verso le inadempienze e l´incapacità di rilanciare il giornale dimostrate dall´attuale proprietà, ribadisce preoccupazione e allarme per i destini del giornale, risorsa viva per la vita democratica del paese». Il comitato di redazione ribadisce «l´esigenza di tutelare e difendere la collocazione storica del giornale, il suo ruolo nel panorama della stampa democratica e la sua identità di giornale nazionale». E sottolinea come «questi mutamenti radicali nell´assetto proprietario avvengano proprio nel momento della nascita del Pd». Di conseguenza, i giornalisti chiedono un incontro urgente per informazioni dettagliate a Marialina Marcucci, presidente della società che edita l´Unità.

          La recalcitranza dei giornalisti si può spiegare in diversi modi: Angelucci faceva parte della compagine azionaria che nel 2000 portò il giornale a chiudere i battenti; ha qualche problema e pendenze con la giustizia; e non sembra, a prima botta, particolarmente collaborativo con i dipendenti. Tanto più che non avrebbe fatto alcuna offerta per il pacchetto, superiore al 10%, che fa capo a Massimo Ponzellini – tra gli artefici del passato salvataggio – e ad alcuni giornalisti tra cui il direttore Antonio Padellaro. La trattativa di Angelucci, che in questi ultimi giorni ha preso la forma di contatti frequenti e richieste di informazioni alla controparte, ha il pregio – per lui – di bypassare i diritti di prelazione che Ponzellini e soci hanno sulla holding Nie, che gestisce il gruppo editoriale ed è anche socio di maggioranza di Nse (proprietaria della testata affittata a Nie). Nei prossimi giorni si vedrà se la trattativa andrà a buon fine, e se Angelucci riuscirà dove hanno fallito Massimo Moratti e i costruttori romani Toti.