L’Unione: cancelleremo la flessibilità precaria e senza garanzie

28/11/2005
    domenica 27 novembre 2005

    Pagina 15 Economia & Lavoro

    L’Unione: cancelleremo la flessibilità precaria e senza garanzie

      I Partiti della coalizione stanno concludendo l’elaborazione del documento sul tema del lavoro. Damiano: convergenze importanti

        di Bruno Cavagnola / Milano

          IL LAVORO L’appuntamento è per domani pomeriggio, quando verrà fatto il punto sul documento dell’Unione dedicato al lavoro. Quello su Welfare e lavoro è infatti uno dei 12 tavoli messi in piede dall’Unione in vista della costruzione del programma per il governo del Paese.
          «I temi su cui abbiamo lavorato in questi mesi – ci spiega il coordinatore del Tema Lavoro per l’Unione, Cesare Damiano, della segreteria dei Ds – sono sostanzialmente quattro: mercato del lavoro, ammortizzatori sociali, potere d’acquisto e rappresentatività sindacale. Si tratta di temi su cui si è registrata una convergenza importante».

            Il principale punto rimasto ancora sospeso è quello che riguarda la Legge 30 di riforma del mercato del lavoro. Alcuni partiti ne vorrebbero l’abrogazione, altri (come i Ds e la Margherita) sono per il suo superamento.

              «Su alcune questioni però – aggiunge Damiano – siamo tutti d’accordo: a cominciare dalla cancellazione delle figure più precarie, dal lavoro a chiamata allo staff leasing, dai contrattidi inserimento al job sharing. E tutti d’accordo siamo anche sul fatto che il lavoro flessibile non può costare meno di quello stabile».

                Sul tema del mercato del lavoro inoltre i partiti dell’Unione concordano sul fatto che al nostro sistema produttivo non serva una flessibilità selvaggia e senza regole,quale abbiamo Ora. Serve invece una buona flessibilità per un numero limitato di tipologie. Vanno dunque superate le distorsioni che si sono venute a creare nell’utilizzazione di certe tipologie, come il lavoro a progetto, per arrivare a fissare soglie di flessibilità in rapporto al numero totale dei dipendenti.

                  «Sulla riforma degli ammortizzatori sociali – aggiunge poi Damiano – pensiamo a strumenti che siano adeguati al nuovo mercato del lavoro che prevede occupazioni sia stabili che flessibili. Pensiamo dunque a indennità di disoccupazione per tutti, ad un’estensione della cassa integrazione a settori come il terziario e le piccole imprese. A creare insomma una rerte di sicurezza in caso di perdita del lavoro».

                    Sul potere d’acquisto infine si pensa ad un superamento del criterio dell’inflazione programmata per arrivare a meccanismi in grado di coprire efficacemente le retribuzioni dall’inflazione reale. Oltre che ad altre misure, come la restituzione del dreanaggio fiscaler alle famiglie e la riduzione delle tasse per le retribuzioni medio basse.