“L’unica risposta è la mobilitazione”

21/03/2002






    "L’unica risposta è la mobilitazione"
    Il movimento condanna le strumentalizzazioni dell’omicidio e si prepara a scendere in piazza sabato
    ANGELO MASTRANDREA

    Condanna netta del terrorismo, ma anche il sospetto che l’omicidio di Marco Biagi rafforzi chi non vuole la manifestazione di sabato. Il variegato movimento dei movimenti reagisce ai fatti di Bologna e si prepara a rispondere nell’unico modo che ritiene possibile, mobilitandosi ancora di più affinché sabato a Roma ci sia una presenza di massa, "unico antidoto per mettere in un angolo il terrorismo", come ci dice il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. A partire da ieri mattina, le nostre e-mail e caselle postali sono state inondate di comunicati stampa e lettere dai tanti Social forum locali (da Asti a Lecce), da associazioni e centri sociali ma anche da singoli militanti. Cambiano le parole e i toni, ma la sostanza rimane sempre la stessa: condanna netta dell’assassinio e del terrorismo, ma anche la voglia di non arretrare.
    "Noi questo lo chiamiamo omicidio per lo Stato, perché conserva lo stato di cose presenti e mira a destabilizzare il movimento e il protagonismo sociale", dice Luca Casarini dei Disobbedienti, che hanno diffuso un comunicato firmato anche da Francesco Caruso, Anubi D’Avossa Lussurgiu, Daniele Farina e Nicola Fratoianni nel quale sostengono che "i poteri vogliono sommare alla provocazione dell’attacco ai diritti del lavoro la provocazione dell’omicidio di Biagi, e giustificare questo con quella". Per questo "ogni arretramento, ogni annacquamento delle scadenze e delle iniziative d’opposizione al pacchetto delle politiche liberiste promosso dal governo farà il gioco di quest’ipotesi". Dunque, secondo i Disobbedienti "non deve passare il progetto d’una guerra civile contro i diritti e le lotte dal basso", in un paese "che è il più sudamericano d’Europa". Di "un attentato contro la democrazia e la partecipazione dal basso" parlano anche i Giovani comunisti, che "credono che sarebbe sbagliato e insensato arretrare sulla piattaforma a difesa e per l’estensione dell’articolo 18, come sulla più generale lotta del movimento contro il neoliberismo, perché questo farebbe gli interessi sia del governo che dei terroristi". Mentre di "ritorno alla strategia della tensione, quella che vuol far chiudere in casa tutti i cittadini cancellando il conflitto sociale e politico" parla Attac. Un tentativo che va combattuto riempiendo le piazze, le università, i luoghi di lavoro, e battendosi "per una reale democrazia". L’associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie chiede che "venga chiarito quali fossero le notizie che avevano i servizi segreti" e conferma l’impegno per la manifestazione di sabato. Mentre il presidente dell’Arci Tom Benetollo accusa: "Non mancano purtroppo quanti cercano di sfruttare questo terribile omicidio. Isoliamo questi disonesti. Ciò che serve al paese è la verità: gli assassini devono essere catturati, così come gli ideatori, i complici, i capi". Secondo Piero Bernocchi, invece, "chiunque siano, gli omicidi hanno reso un servizio preziosissimo al governo Berlusconi e alla Confindustria". E i Cobas annunciano che, mentre non saranno in piazza sabato ("anche se molti di noi parteciperanno con i Social forum locali"), confermano la loro adesione allo sciopero generale "nel mese di aprile". I Sincobas giudicano invece "preoccupanti" le parole pronunciate da Silvio Berlusconi, "che accusa l’opposizione sociale e le mobilitazioni pacifiche dei lavoratori di nutrire la violenza omicida". "Non era mai capitato che un governo trasudi tanto odio", sostiene Bernocchi. Vittorio Agnoletto conferma la presenza in piazza del movimento sabato a Roma (concentramento a piazza Esedra) "con i nostri contenuti, per la difesa della democrazia e contro il terrorismo". E l’Associazione per il rinnovamento della sinistra accusa "il tentativo di stroncare sul nascere il moto democratico in atto" da parte del governo: "Appare assai grave che nemmeno la pietà e l’indignazione che dovrebbe accomunare tutti di fronte alla morte abbia impedito al presidente del consiglio e agli ambienti a lui più vicini di strumentalizzare questo assassinio per fini di parte".
    Mentre, dall’Uds all’Udu, agli Studenti in movimento e alla Sinistra giovanile, gli studenti si stanno preparando a scendere in piazza sabato "per i diritti e la democrazia contro il terrorismo". Una ferma condanna dell’omicidio arriva anche dall’Associazione per la pace ("questo atto va contro gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, della società civile e soprattutto delle organizzazioni che lavorano per un mondo più giusto con metodi pacifici e non violenti") e Peacelink ("ognuno di noi faccia sentire la propria voce e il proprio dolore: perché la violenza, l’omicidio, la guerra degradano l’uomo e bloccano la democrazia"). Mentre il presidente delle Acli Luigi Bobba chiede che si moderino i toni del confronto politico: "Voglio sperare che questa tragedia sia un monito per tutti, perché cessino i veleni degli ultimi giorni e il confronto, pur dialettico, possa ripartire".