L’ultima lotteria: “Fai la spesa da noi e vinci un posto di lavoro (precario)”

16/11/2012

L’offerta è riservata a tutti, fatta eccezione per le persone “choosy”: fai la spesa al supermercato, conserva lo scontrino e, se la fortuna ti assiste, vinci un posto di lavoro precario. A lanciare la singolare lotteria è Oneprice, una catena di supermarket attiva nel Lazio con sede a Monterotondo (Roma).
In palio per i clienti – si legge sul regolamento del concorso – ci sono dodici ruoli part-time di quattro mesi come «addetto/a alle operazioni ausiliarie alla vendita» in un punto vendita Oneprice. Il contratto è a tempo determinato, livello V, 24 ore settimanali di lavoro. Il compenso? Il premio complessivo stanziato per il concorso è di 55mila euro. Fatto il conto, la retribuzione lorda per ciascun neoassunto sarebbe di circa 1.100 euro al mese.
La “riffa” è cominciata il primo novembre e si concluderà il prossimo 30 dicembre.Chi aspira a lavorare tra gli scaffali di Oneprice non deve consegnare nessun curriculum vitae: gli basta fare «una spesa minima di euro 30con scontrino unico» in uno dei tre supermarket della catena che aderiscono al concorso.
Una volta acquistato il “biglietto”, il cliente riceve una cartolina di partecipazione che va compilata e imbucata in un’urna all’interno dei tre punti vendita. L’estrazione avverrà il 20 gennaio del prossimo anno e le assunzioni-premio partiranno entro i sei mesi successivi.
Operazione di marketing o iniziativa per agevolare i disoccupati? «Non è marketing né mercificazione del lavoro. In un momento delicato come questo, in cui c’è tanto bisogno di lavoro, il concorso è un’opportunità che vogliamo dare alla gente», spiega Alessandra Aloisi, responsabile risorse umane del gruppo Bse, la società a cui fa capo Oneprice.
«È un modo per conoscere delle persone: non è detto che questa cosa, che nasce come transitoria, non possa trasformarsi in seguito in un contratto a tempo indeterminato per alcuni vincitori». Uno strumento alternativo per fare recruiting, quindi. Ma la probabilità che si tratti anche di una formula per attirare clienti comunque resta. Lo dimostrano i primi riscontri ottenuti da Oneprice: «Abbiamo notato grande interesse per l’iniziativa da parte di tantissime persone e i commenti positivi sono la maggior parte», dice Aloisi.
Che la lotteria contribuisca anche ad aumentare il fatturato lo può confermare, indirettamente, anche il successo che hanno avuto negli anni scorsi le iniziative simili lanciate da altre catene distributive del Belpaese: file fuori dai negozi per sperare in una spesa fortunata, in cui la vincita non è un weekend di coppia fuori porta ma un’occupazione. Consumare come condizione indispensabile per produrre, non il contrario.
I baciati dalla dea bendata che otterranno il posto dovranno occuparsi – precisa la responsabile –di «stare in sala, rifornire gli scaffali, fare gli ordini nel reparto: le attività tipiche di un addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita».
Non sono richieste competenze pregresse: «non chiediamo particolari requisiti di professionalità, le persone preferiamo formarle noi. Accade anche per gli altri profili che cerchiamo normalmente. Tra i nostri collaboratori– noi non li chiamiamo “dipendenti” – c’è chi è in grado di fare formazione per altre persone».
In Rete la proposta di Oneprice ha subito scatenato il dibattito. Sui blog e sui social network c’è chi si dichiara pronto a cogliere al volo l’occasione «perché è pur sempre un lavoro» e chi invece bolla l’idea come offensiva e lesiva della dignità del lavoro.
Netta la disapprovazione da parte dei sindacati: « È un’iniziativa che può allettare molti – sentenzia la Filcams, categoria della Cgil che si occupa di commercio – ma è soltanto un’illusione momentanea, un’esca che può abbagliare le tante persone in difficoltà: dà un messaggio fuorviante».