L’ultima leggenda delle retribuzioni-record

01/02/2006
    mercoledì 1 febbraio 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    L’ultima leggenda delle retribuzioni-record

      Secondo l’Istat la paga oraria nel 2005 è cresciuta del 3,1%, il dato più alto dal ’97

        di Luigina Venturelli / Milano

          TUTTI RICCHI? C’è chi parla della «solita media del pollo», chi s’allarma «siamo al doping statistico», e chi taglia corto «è un’illusione ottica»: l’Istat propone dati strabilianti sull’aumento record delle retribuzi-
          oni degli italiani, ma i sindacati non esitano a smontare l’indagine. E si può solo immaginare la rabbia con cui gli italiani stessi, che sempre più faticano ad arrivare a fine mese, leggeranno la notizia del loro supposto arricchimento.

            Secondo l’Istat le retribuzioni contrattuali orarie nel 2005 sono cresciute in media del 3,1%, il dato più alto dal 1997, mentre nello stesso periodo i prezzi sono cresciuti dell’1,9%: un aumento possibile soprattutto grazie agli aumenti consistenti registrati all’inizio dell’anno e concentrati in alcuni settori che spiegano il 40% dell’aumento complessivo. Nel 2005, infatti, le forze dell’ordine hanno registrato un aumento delle retribuzioni dell’8,9% mentre i militari della difesa hanno segnato un aumento dei salari del 12%. Nel credito e assicurazioni l’aumento è stato del 3,2%, nel commercio del 5,4% e nell’edilizia del 4,7%.

              Ma tutti gli altri? L’Istat stesso segnala che alla fine di dicembre risultavano in vigore contratti per il 69,6% dell’economia, mentre il 30,4% era ancora in attesa del rinnovo (senza contare i numerosi contratti scaduti proprio a fine dicembre e quindi non conteggiati nell’analisi). Per questo le reazioni sindacali non si sono fatte attendere. «Siamo alla solita storia della media del pollo – commenta la segretaria confederale Cgil, Marigia Maulucci – alcuni lavoratori rinnovano il contratto e gli effetti si spandono sull’intera platea. Il risultato finale è oggettivamente distorcente, e ci dice poco e male ciò che sta realmente succedendo». Dura anche la Cisl: «Si tratta di una illusione ottica – dice il segretario confederale Giorgio Santini – per il 40% il dato di incremento è fatto di aumenti registrati in solo quattro contratti, mentre molti lavoratori hanno avuto poco e in ritardo. Qualcuno ha avuto, anche più di quanto spettava, la gran parte stanno avendo poco e in ritardo». E l’Ugl: «È un caso di doping statistico – afferma il vice segretario generale, Renata Polverini – il vero record da evidenziare dovrebbe essere quello del ritardo con cui si rinnovano i contratti collettivi di lavoro».

                Non mancano nemmeno le reazioni politiche: «Ancora una volta – sottolinea Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds – ci appassioniamo a dati forniti dall’Istat che sono, per loro natura, parziali. Quelli che risultano alla fine sono adeguamenti retributivi ritardati e non sempre in grado di stare al passo con l’inflazione reale».